
Il Consiglio Federale svizzero ha annunciato il 6 maggio che reintrodurrà controlli temporanei alle frontiere con la Francia dal 10 al 19 giugno, in occasione del vertice del G7 del 2026 che si terrà a Évian-les-Bains. Sebbene l’incontro dei leader si svolga su suolo francese, città svizzere come Ginevra e Losanna, situate proprio di fronte al Lago di Ginevra, sono storicamente luoghi di protesta durante i grandi summit. Su richiesta del Cantone di Ginevra, doganieri svizzeri e polizia cantonale potranno fermare i viaggiatori senza sospetti specifici, chiudere valichi minori e intensificare le pattuglie sul lago. La misura si basa sull’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen, che consente controlli temporanei alle frontiere interne in caso di rischio per l’ordine pubblico. Si tratta di una prassi consolidata: la Francia stessa ha mantenuto sospensioni Schengen a rotazione dal 2015, mentre la Germania ha adottato misure simili durante il Campionato UEFA 2024. Per i frontalieri – circa 360.000 persone che ogni giorno si spostano tra Francia e Svizzera – le autorità assicurano che i principali corridoi stradali resteranno aperti, ma avvertono di possibili ritardi ai valichi secondari. I pianificatori di viaggi d’affari dovrebbero prevedere code più lunghe agli arrivi dell’aeroporto di Ginevra, dove i controlli a campione sui passaporti potrebbero essere estesi anche ai passeggeri Schengen. Gli autotrasportatori che operano su rotte “milk-run” just-in-time tra fornitori francesi e stabilimenti svizzeri di orologeria o farmaceutica sono invitati a prevedere tempi di margine per le consegne dal 15 al 17 giugno. Dopo il 19 giugno i controlli dovrebbero cessare, ma Berna non esclude proroghe in caso di proteste persistenti. Le aziende con dipendenti nella regione lémanica sono invitate a monitorare gli aggiornamenti del Dipartimento federale di giustizia e polizia e a portare con sé la documentazione lavorativa per evitare disagi.
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