
Il Ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha dichiarato a Europe 1/CNews il 7 maggio che la Francia ha ripreso i rimpatri forzati di cittadini algerini dopo una sospensione durata un anno, legata a tensioni diplomatiche. Dalla sua visita ad Algeri a febbraio, le autorità algerine hanno emesso 120 laissez-passer consolari, permettendo oltre 140 espulsioni di migranti con obbligo di lasciare il territorio francese (OQTF). Questo avvicinamento segue mesi di trattative riservate per sbloccare la cooperazione, crollata nel 2025 quando la Francia ha ridotto drasticamente il rilascio di visti agli algerini in risposta al rifiuto dell’Algeria di riprendere i rimpatriati.
La ripresa delle espulsioni è importante per i datori di lavoro, poiché l’Algeria è la terza fonte più rilevante di titolari di permessi di lavoro in Francia fuori dall’UE; canali amministrativi più fluidi potrebbero accelerare sia i rimpatri sia l’elaborazione legittima dei visti. Nuñez ha inoltre rivelato che i cittadini algerini rappresentano circa un terzo degli ospiti nei centri di detenzione francesi, un dato che il governo probabilmente userà per giustificare l’allungamento dei tempi di trattenimento previsto dal disegno di legge Rodwell.
Le aziende con dipendenti algerini sono invitate a monitorare i tempi di elaborazione: durante le fasi di distensione, i consolati francesi hanno accelerato gli appuntamenti per i visti di lavoro come segno di buona volontà. Per i responsabili della mobilità, l’effetto pratico è duplice: un controllo più rigoroso contro i soggiorni irregolari (con rischio di espulsione improvvisa), ma anche un possibile rilascio più rapido di nuovi visti e documenti di viaggio grazie alla riapertura dei canali bilaterali.
Si raccomanda ai datori di lavoro di verificare la conformità dei dipendenti algerini e di informare i viaggiatori sull’importanza di portare sempre con sé la prova di soggiorno legale.
La ripresa delle espulsioni è importante per i datori di lavoro, poiché l’Algeria è la terza fonte più rilevante di titolari di permessi di lavoro in Francia fuori dall’UE; canali amministrativi più fluidi potrebbero accelerare sia i rimpatri sia l’elaborazione legittima dei visti. Nuñez ha inoltre rivelato che i cittadini algerini rappresentano circa un terzo degli ospiti nei centri di detenzione francesi, un dato che il governo probabilmente userà per giustificare l’allungamento dei tempi di trattenimento previsto dal disegno di legge Rodwell.
Le aziende con dipendenti algerini sono invitate a monitorare i tempi di elaborazione: durante le fasi di distensione, i consolati francesi hanno accelerato gli appuntamenti per i visti di lavoro come segno di buona volontà. Per i responsabili della mobilità, l’effetto pratico è duplice: un controllo più rigoroso contro i soggiorni irregolari (con rischio di espulsione improvvisa), ma anche un possibile rilascio più rapido di nuovi visti e documenti di viaggio grazie alla riapertura dei canali bilaterali.
Si raccomanda ai datori di lavoro di verificare la conformità dei dipendenti algerini e di informare i viaggiatori sull’importanza di portare sempre con sé la prova di soggiorno legale.
Fonte: Le Journal du Dimanche
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