
Il presidente Emmanuel Macron ha deciso di inviare nuovamente l’ambasciatore Stéphane Romatet ad Algeri, dopo un richiamo durato 13 mesi che aveva congelato la maggior parte dei contatti di alto livello e rallentato il rilascio dei visti tra Francia e Algeria. Il ritorno dell’inviato, programmato per coincidere con le commemorazioni del massacro di Sétif dell’8 maggio 1945, rappresenta il gesto più concreto di Parigi finora per ricucire la peggiore frattura bilaterale dalla indipendenza algerina.
Le conseguenze consolari della disputa del 2025 sono state pesanti: la Francia ha ridotto del 50% le quote di visti per soggiorni brevi per i cittadini algerini, citando il rifiuto di Algeri di riaccogliere migranti irregolari. I viaggi d’affari sono crollati e le joint venture franco-algerine hanno denunciato ritardi fino a un mese nelle procedure per i permessi di lavoro.
Fonti diplomatiche riferiscono a Le Monde che il Quai d’Orsay sta preparando un ritorno ai volumi normali di visti “entro poche settimane”, a condizione che l’Algeria accetti voli charter per i rimpatri secondo l’accordo di riammissione del 1994. Sul tavolo c’è anche la cooperazione in materia di sicurezza: il ministero dell’Interno francese vuole che la Direzione Generale della Sicurezza Nazionale algerina riprenda a condividere i dati dei passeggeri per monitorare le reti di traffico nel Sahel che utilizzano Marsiglia e Orano come punti di transito.
Le grandi compagnie energetiche TotalEnergies e Sonatrach, che hanno in sospeso un accordo da 3 miliardi di euro sul GNL in attesa di approvazioni regolatorie, accolgono con favore questo disgelo in via riservata. Tuttavia, restano ostacoli: il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune non ha revocato un decreto del 2025 che limita le ONG culturali francesi, e Parigi continua a irritare l’opinione pubblica algerina sostenendo il piano di autonomia del Marocco per il Sahara Occidentale.
Gli analisti prevedono che i progressi saranno messi alla prova durante la riunione del Consiglio Superiore Franco-Algerino prevista per luglio a Marsiglia. Per i responsabili della mobilità, la notizia immediata è che i ritardi per gli appuntamenti visti nei centri TLScontact di Algeri, Orano e Annaba potrebbero diminuire prima della stagione delle conferenze di giugno. Tuttavia, le aziende dovrebbero mantenere opzioni alternative di viaggio via Tunisi o Casablanca fino a quando le nuove quote non saranno ufficialmente confermate sulla Gazzetta Ufficiale francese.
Le conseguenze consolari della disputa del 2025 sono state pesanti: la Francia ha ridotto del 50% le quote di visti per soggiorni brevi per i cittadini algerini, citando il rifiuto di Algeri di riaccogliere migranti irregolari. I viaggi d’affari sono crollati e le joint venture franco-algerine hanno denunciato ritardi fino a un mese nelle procedure per i permessi di lavoro.
Fonti diplomatiche riferiscono a Le Monde che il Quai d’Orsay sta preparando un ritorno ai volumi normali di visti “entro poche settimane”, a condizione che l’Algeria accetti voli charter per i rimpatri secondo l’accordo di riammissione del 1994. Sul tavolo c’è anche la cooperazione in materia di sicurezza: il ministero dell’Interno francese vuole che la Direzione Generale della Sicurezza Nazionale algerina riprenda a condividere i dati dei passeggeri per monitorare le reti di traffico nel Sahel che utilizzano Marsiglia e Orano come punti di transito.
Le grandi compagnie energetiche TotalEnergies e Sonatrach, che hanno in sospeso un accordo da 3 miliardi di euro sul GNL in attesa di approvazioni regolatorie, accolgono con favore questo disgelo in via riservata. Tuttavia, restano ostacoli: il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune non ha revocato un decreto del 2025 che limita le ONG culturali francesi, e Parigi continua a irritare l’opinione pubblica algerina sostenendo il piano di autonomia del Marocco per il Sahara Occidentale.
Gli analisti prevedono che i progressi saranno messi alla prova durante la riunione del Consiglio Superiore Franco-Algerino prevista per luglio a Marsiglia. Per i responsabili della mobilità, la notizia immediata è che i ritardi per gli appuntamenti visti nei centri TLScontact di Algeri, Orano e Annaba potrebbero diminuire prima della stagione delle conferenze di giugno. Tuttavia, le aziende dovrebbero mantenere opzioni alternative di viaggio via Tunisi o Casablanca fino a quando le nuove quote non saranno ufficialmente confermate sulla Gazzetta Ufficiale francese.
Fonte: Le Monde
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