
Roma e Nicosia hanno confermato il 16 maggio che la Premier italiana Giorgia Meloni effettuerà una visita ufficiale a Cipro domenica 17 maggio, la sua prima sull’isola da quando è in carica. Sebbene l’incontro sia presentato come un ampio dialogo bilaterale, i funzionari hanno sottolineato che il fulcro sarà una “roadmap di partenariato” che includerà lo scambio di lavoratori qualificati, i servizi energetici offshore e i collegamenti marittimi.
Cipro ospita oltre 80 aziende italiane attive nei settori degli idrocarburi, della gestione navale e delle costruzioni. Queste imprese fanno ruotare ogni mese centinaia di tecnici italiani tra Limassol e Larnaca, utilizzando visti di breve durata che spesso si scontrano con il limite Schengen di 90 giorni su 180. Una delle proposte sul tavolo, secondo fonti governative, è un sistema reciproco di permessi di lavoro accelerati che consentirebbe ingressi multipli fino a 180 giorni per personale impegnato in progetti, basato sugli accordi già esistenti dell’Italia con Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
I leader dovrebbero inoltre esaminare il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Entrambi i Paesi puntano a far riconoscere dall’UE un collegamento feeder Limassol-Gioia Tauro come parte della rete TEN-T principale, sbloccando fondi per strutture di pre-sdoganamento che potrebbero ridurre la burocrazia per merci e personale in transito con tempi critici.
Per i team di gestione dei rischi di viaggio, il punto chiave è il tempismo. La parte cipriota spera di finalizzare il progetto pilota per i permessi di lavoro prima dell’inizio della Presidenza del Consiglio UE a luglio, il che potrebbe aprire nuove categorie di visto già nel terzo trimestre del 2026. I datori di lavoro con progetti nella catena di approvvigionamento mediterranea dovrebbero preparare politiche HR e budget per trasferimenti più flessibili, ma sempre rigorosi dal punto di vista della conformità.
Cipro ospita oltre 80 aziende italiane attive nei settori degli idrocarburi, della gestione navale e delle costruzioni. Queste imprese fanno ruotare ogni mese centinaia di tecnici italiani tra Limassol e Larnaca, utilizzando visti di breve durata che spesso si scontrano con il limite Schengen di 90 giorni su 180. Una delle proposte sul tavolo, secondo fonti governative, è un sistema reciproco di permessi di lavoro accelerati che consentirebbe ingressi multipli fino a 180 giorni per personale impegnato in progetti, basato sugli accordi già esistenti dell’Italia con Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
I leader dovrebbero inoltre esaminare il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Entrambi i Paesi puntano a far riconoscere dall’UE un collegamento feeder Limassol-Gioia Tauro come parte della rete TEN-T principale, sbloccando fondi per strutture di pre-sdoganamento che potrebbero ridurre la burocrazia per merci e personale in transito con tempi critici.
Per i team di gestione dei rischi di viaggio, il punto chiave è il tempismo. La parte cipriota spera di finalizzare il progetto pilota per i permessi di lavoro prima dell’inizio della Presidenza del Consiglio UE a luglio, il che potrebbe aprire nuove categorie di visto già nel terzo trimestre del 2026. I datori di lavoro con progetti nella catena di approvvigionamento mediterranea dovrebbero preparare politiche HR e budget per trasferimenti più flessibili, ma sempre rigorosi dal punto di vista della conformità.
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