
Il dibattito sull’immigrazione in Australia è esploso al centro della scena domenica 17 maggio 2026, quando il leader dell’opposizione Angus Taylor ha sfruttato una serie di apparizioni mediatiche per ampliare la piattaforma sull’immigrazione delineata nel discorso di risposta al bilancio della settimana precedente. Intervenendo su Sky News e poi in un breve intervento a Sydney, Taylor ha promesso quella che ha definito “la più grande riduzione dell’immigrazione nella storia australiana”, sostenendo che il saldo netto dell’immigrazione dall’estero debba essere limitato a “una persona per ogni casa che costruiamo”. La proposta collegherebbe il livello annuale di pianificazione migratoria al conteggio delle abitazioni completate dell’Australian Bureau of Statistics, creando un tetto variabile che potrebbe scendere ben al di sotto dell’attuale obiettivo di 395.000 ingressi. A questa misura si affiancherebbe una radicale riforma del welfare: 17 sussidi federali — tra cui JobSeeker, il National Disability Insurance Scheme, il congedo parentale retribuito e il Commonwealth Rent Assistance — diventerebbero programmi riservati esclusivamente ai cittadini. I residenti permanenti sarebbero esclusi a meno che non acquisiscano la cittadinanza, anche se Taylor ha assicurato che “esenzioni compassionevoli” si applicherebbero in circostanze limitate. Le critiche non si sono fatte attendere. Le principali associazioni multiculturali hanno avvertito che la politica penalizzerebbe residenti di lunga data provenienti da paesi che vietano la doppia cittadinanza, mentre i gruppi imprenditoriali hanno sottolineato che il tetto legato alle abitazioni ignora le realtà del mercato del lavoro. Il deputato liberale Andrew McLachlan ha rotto pubblicamente il fronte lunedì, chiedendo “un approccio meno divisivo che riconosca il contributo economico dei migranti”. Il governo Albanese ha colto la spaccatura, definendo il pacchetto della Coalizione come un “messaggio subliminale” che metterebbe a rischio i rapporti con le comunità della diaspora australiana. Per i responsabili della mobilità globale, la preoccupazione più immediata è l’incertezza. Le grandi aziende che dipendono dai visti Temporary Skill Shortage (TSS) e dai prossimi visti Skills-in-Demand temono che un tetto numerico rigido possa causare sospensioni a metà anno simili alle pause di ingresso del Canada nel 2024. Se la Coalizione dovesse vincere le prossime elezioni — previste entro la metà del 2027 — i responsabili della mobilità potrebbero dover anticipare trasferimenti e domande, preparandosi a controlli più severi su lingua inglese, salario minimo e requisiti di carattere come parte del test per l’accesso al welfare. Fino a quando non sarà indetta un’elezione, la proposta rimane una politica di opposizione, ma la sua comparsa segnala una competizione politica più accesa su quante persone l’Australia ammetterà e a quali condizioni. Le multinazionali dovrebbero monitorare il dibattito e mettere alla prova i piani di forza lavoro con scenari in cui i volumi di visti per lavoratori qualificati si riducono del 30-40% entro due anni.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Australia.Di più da Australia
Visualizza tutto
Volo Qantas Melbourne–Dallas dirotta su Tahiti dopo che un passeggero ha morso un membro dell’equipaggio, scatenando una revisione dei rischi di viaggio
Nuove linee guida spiegano le opzioni di ricorso mentre il Tribunale di Revisione Amministrativa australiano stringe le scadenze per il rifiuto dei visti