
L’aeroporto Václav Havel di Praga ha compiuto silenziosamente un grande passo verso l’automazione completa dei controlli di frontiera. Dal 15 maggio 2026 — giusto in tempo per il picco estivo — i cittadini di Regno Unito, Giappone, Taiwan e Corea del Sud potranno utilizzare, insieme ai titolari di passaporti UE, SEE e svizzeri, le corsie self-service eGATE per l’uscita dall’area Schengen attraverso il Terminal 1. Questa estensione segue il lancio ad aprile del Sistema di Entrata/Uscita (EES) a livello UE, che obbliga le guardie di frontiera degli Stati membri a registrare dati biometrici ogni volta che un cittadino non UE attraversa una frontiera esterna Schengen.
Per i passeggeri idonei di età superiore ai 15 anni, la procedura è semplice: scansionare il passaporto biometrico, confrontare il volto con la foto del chip e passare attraverso il gate — di solito in meno di 20 secondi. I gestori dell’aeroporto prevedono che questa tecnologia ridurrà drasticamente le code nei periodi di punta, un problema che ha afflitto i viaggiatori d’affari da quando il traffico a lungo raggio è ripreso; solo nel primo trimestre, Václav Havel ha gestito 3,5 milioni di passeggeri e prevede un record di 20 milioni per l’intero anno.
I responsabili dei viaggi aziendali sottolineano che tempi di attesa più brevi renderanno molto più semplice organizzare riunioni nello stesso giorno a Londra e Seoul, facilitando la presenza di team regionali a Praga senza costi per pernottamenti. Le autorità di frontiera ricordano però che l’uso degli eGATE è un privilegio, non un diritto: i viaggiatori devono avere un passaporto biometrico valido almeno sei mesi, rispettare la regola di permanenza Schengen 90/180 giorni e prepararsi a controlli secondari casuali. Famiglie con bambini sotto i 15 anni e chi ha documenti danneggiati sarà indirizzato ai banchi con personale.
Per ora i gate funzionano solo in uscita, poiché i controlli di validità in entrata tramite EES sono ancora in fase di calibrazione; l’operatività completa a doppio senso è prevista per la prossima estate. Il Ministero dell’Interno ha già anticipato che la prossima ondata di “paesi a basso rischio” potrebbe includere Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Se approvata, Praga si unirà ad Amsterdam, Francoforte e Lisbona nell’offrire un’ampia uscita automatizzata per cittadini di paesi terzi, consolidando la sua posizione come hub internazionale più efficiente dell’Europa centrale.
Questa iniziativa si integra anche con il programma Digital Czechia del governo ceco, che punta a rendere le frontiere “senza carta” entro il 2028. Per le aziende il consiglio è chiaro: assicurarsi che il personale in viaggio abbia passaporti biometrici, informarli che la carta d’imbarco deve essere conservata fino al termine dei controlli di sicurezza (non viene rilasciata ricevuta fisica dagli eGATE) e ricordare che le permanenze oltre il limite saranno segnalate automaticamente tramite EES. Con queste semplici precauzioni, la nuova corsia veloce di Praga potrebbe far risparmiare minuti preziosi — se non ore — durante il picco di conferenze e vacanze di quest’anno.
Per i passeggeri idonei di età superiore ai 15 anni, la procedura è semplice: scansionare il passaporto biometrico, confrontare il volto con la foto del chip e passare attraverso il gate — di solito in meno di 20 secondi. I gestori dell’aeroporto prevedono che questa tecnologia ridurrà drasticamente le code nei periodi di punta, un problema che ha afflitto i viaggiatori d’affari da quando il traffico a lungo raggio è ripreso; solo nel primo trimestre, Václav Havel ha gestito 3,5 milioni di passeggeri e prevede un record di 20 milioni per l’intero anno.
I responsabili dei viaggi aziendali sottolineano che tempi di attesa più brevi renderanno molto più semplice organizzare riunioni nello stesso giorno a Londra e Seoul, facilitando la presenza di team regionali a Praga senza costi per pernottamenti. Le autorità di frontiera ricordano però che l’uso degli eGATE è un privilegio, non un diritto: i viaggiatori devono avere un passaporto biometrico valido almeno sei mesi, rispettare la regola di permanenza Schengen 90/180 giorni e prepararsi a controlli secondari casuali. Famiglie con bambini sotto i 15 anni e chi ha documenti danneggiati sarà indirizzato ai banchi con personale.
Per ora i gate funzionano solo in uscita, poiché i controlli di validità in entrata tramite EES sono ancora in fase di calibrazione; l’operatività completa a doppio senso è prevista per la prossima estate. Il Ministero dell’Interno ha già anticipato che la prossima ondata di “paesi a basso rischio” potrebbe includere Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Se approvata, Praga si unirà ad Amsterdam, Francoforte e Lisbona nell’offrire un’ampia uscita automatizzata per cittadini di paesi terzi, consolidando la sua posizione come hub internazionale più efficiente dell’Europa centrale.
Questa iniziativa si integra anche con il programma Digital Czechia del governo ceco, che punta a rendere le frontiere “senza carta” entro il 2028. Per le aziende il consiglio è chiaro: assicurarsi che il personale in viaggio abbia passaporti biometrici, informarli che la carta d’imbarco deve essere conservata fino al termine dei controlli di sicurezza (non viene rilasciata ricevuta fisica dagli eGATE) e ricordare che le permanenze oltre il limite saranno segnalate automaticamente tramite EES. Con queste semplici precauzioni, la nuova corsia veloce di Praga potrebbe far risparmiare minuti preziosi — se non ore — durante il picco di conferenze e vacanze di quest’anno.
Fonte: RusTourismNews