
Un tribunale militare di Lublino ha assolto il soldato semplice Karol S., 25 anni, dalle accuse relative a un episodio del marzo 2024, quando sparò 12 colpi di avvertimento verso un gruppo di migranti che cercava di forzare la recinzione di confine dal lato bielorusso. La sentenza del 27 maggio ha stabilito che il militare «ha adempiuto al suo dovere costituzionale di difendere il confine» e che l’accusa non ha dimostrato che abbia messo in pericolo vite umane. Il verdetto è rilevante perché decine di militari sono sotto indagine per l’uso della forza durante la crisi migratoria in corso in Polonia, che Varsavia attribuisce a una manovra orchestrata da Minsk. Una chiarezza giuridica sulle regole di ingaggio accettabili è fondamentale per i oltre 2.000 soldati che rafforzano la frontiera orientale. Le organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione che l’assoluzione possa incoraggiare risposte sproporzionate, mentre il ministero della Difesa ha accolto positivamente la decisione, ribadendo che i militari devono agire «con decisione ma responsabilmente». Per gli operatori della mobilità, il caso evidenzia la tensione al confine con la Bielorussia: i viaggiatori devono aspettarsi la continuazione delle chiusure dei valichi locali vicini, mentre le ONG che assistono i richiedenti asilo potrebbero affrontare restrizioni più severe, poiché le autorità stanno rivedendo i protocolli di intervento.
Fonte: Notes From Poland