
In un aggiornamento serale del 28 maggio 2026, il quotidiano Rzeczpospolita ha confermato che la Guardia di Frontiera polacca ha ricevuto i primi 25 mitragliatori UKM 2020S calibro 7,62 mm e un numero equivalente di fucili d’assalto HK-416. Queste armi, finora utilizzate solo dalle unità delle forze speciali, saranno assegnate alle squadre di intervento rapido dislocate lungo i 400 chilometri di confine con la Bielorussia, dove le autorità segnalano che le tattiche ibride sono passate dalle semplici spinte migratorie a provocazioni armate e lanci di droni. L’acquisto era in programma da tempo, dopo che un comitato parlamentare trasversale aveva sollecitato lo scorso anno il Ministero dell’Interno a equiparare la potenza di fuoco alle forze confinanti. Le unità di frontiera tedesche e austriache utilizzano già sistemi simili, dopo la reintroduzione dei controlli interni Schengen nel 2025. Secondo il viceministro Czesław Mroczek, l’implementazione in Polonia si estenderà entro fine anno a tutti e otto i comandi regionali della Guardia di Frontiera, supportata da nuove norme che autorizzano gli agenti a fermare e perquisire veicoli fino a 30 km all’interno del territorio nazionale. Per gli operatori del trasporto merci transfrontaliero e i servizi navetta aziendali ciò si traduce in una militarizzazione visibile dei controlli stradali, soprattutto lungo i corridoi S19 e DK8. Le associazioni di trasporto prevedono tempi di attesa più lunghi e consigliano agli autisti di portare con sé manifesti di carico e liste dell’equipaggio dettagliate in inglese e polacco. Le aziende che spostano personale tra strutture polacche e lituane stanno inoltre rivedendo i protocolli di tutela, inclusi il tracciamento GPS e le linee telefoniche attive 24 ore su 24, per ridurre i rischi di ritardi. I gruppi della società civile sollevano dubbi sull’uso di armi pesanti nella gestione migratoria, ma il governo sostiene che la deterrenza sia fondamentale, soprattutto dopo che i servizi di intelligence hanno segnalato possibili sabotaggi contro infrastrutture critiche vicino al confine. I responsabili delle risorse umane dovrebbero considerare che le pattuglie armate si concentreranno probabilmente sui punti di attraversamento informali usati dai lavoratori stagionali; garantire che i dipendenti siano muniti di documenti validi e, se necessario, di permessi di soggiorno, ridurrà il rischio di controlli secondari. Strategicamente, questa mossa indica che la Polonia considera la sicurezza delle frontiere parte integrante della difesa nazionale nell’attuale contesto geopolitico. Sebbene i mitragliatori difficilmente saranno impiegati nei controlli migratori di routine, la loro presenza sottolinea un approccio più rigido che potrebbe tradursi in un controllo più severo dei documenti e in una minore tolleranza per errori minori nei passaggi ufficiali.
Fonte: Rzeczpospolita
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