
Il sito di viaggi per consumatori The Traveler ha pubblicato nuove indicazioni, avvertendo i viaggiatori britannici, sia per vacanze che per affari, di prevedere un “tempo aggiuntivo significativo” per i controlli alle frontiere in tutta Europa, a causa di numerosi rapporti su congestioni negli aeroporti e nei terminal dei traghetti legate al Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. L’articolo, pubblicato a fine 28 maggio, sottolinea che i cittadini britannici—ora considerati cittadini di paesi terzi—devono registrare impronte digitali e un’immagine facciale alla prima entrata nell’area Schengen dopo il 10 aprile. Questa prima registrazione aggiunge diversi minuti per passeggero; quando migliaia di persone arrivano in brevi ondate, le code aumentano rapidamente. I punti critici includono i controlli francesi congiunti a Dover, Folkestone e London St Pancras, dove ogni auto, pullman e passeggero Eurostar deve completare le formalità di uscita Schengen prima della partenza. I briefing parlamentari visionati da The Traveler indicano che i tempi di elaborazione dei veicoli potrebbero quadruplicare nei momenti di picco, facendo temere ingorghi sulle strade del Kent simili a quelli verificatisi a Pasqua 2025. Anche aeroporti da Lisbona a Düsseldorf segnalano attese superiori all’ora, secondo dati raccolti da associazioni di compagnie aeree e aeroporti. I piccoli hub regionali nel Mediterraneo sono considerati i più vulnerabili, poiché le limitazioni di spazio impediscono l’installazione di chioschi biometrici. La guida consiglia ai viaggiatori con coincidenze strette di prevedere margini di tempo extra e ai responsabili dei viaggi aziendali di rivedere i tempi minimi di connessione negli strumenti di prenotazione. Sebbene l’UE assicuri che la registrazione sarà più rapida dopo il primo viaggio e che i dati resteranno validi per tre anni, gli esperti intervistati dal sito avvertono che un secondo livello di autorizzazione pre-viaggio—ETIAS—sarà introdotto a fine 2026, il che significa che la curva di apprendimento per i cittadini britannici riguardo alle frontiere intelligenti è tutt’altro che conclusa.
Fonte: The Traveler
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