
Gli agenti di viaggio e i tour operator britannici lanciano l’allarme: il nuovo sistema biometrico di ingresso/uscita (EES) dell’Unione Europea sta già causando disagi proprio all’inizio della stagione estiva di punta nel Regno Unito. Attivo dal 10 aprile, il sistema sostituisce il timbro manuale sul passaporto con registrazioni digitali basate su riconoscimento facciale e impronte digitali per tutti i visitatori “extra-UE”, compresi i britannici.
Durante il ponte di fine maggio, la polizia francese ha temporaneamente disattivato la registrazione EES al porto di Dover, dove le code hanno superato le due ore. Doug Bannister, amministratore delegato del porto, ha spiegato ai giornalisti che 84 chioschi self-service erano fuori uso per problemi software, costringendo gli agenti di frontiera a gestire manualmente i passeggeri. Anche gli aeroporti sono in difficoltà: l’associazione europea del settore ACI Europe ha rilevato code fino a tre ore e mezza in 45 aeroporti di 20 Paesi UE, definendo la situazione “in peggioramento”.
Gli agenti riferiscono che l’ansia si riflette sui clienti: Judith Alderson, direttore commerciale di Dawson & Sanderson, afferma che il personale in prima linea ora dedica tanto tempo a spiegare i ritardi alle frontiere quanto a parlare delle destinazioni. Julia Lo-Bue-Said, capo di Advantage Travel Partnership, consiglia ai viaggiatori di presentarsi “almeno un’ora prima” per le partenze verso il continente.
I leader del settore stanno facendo pressione su Bruxelles per una sospensione immediata durante l’estate. Lo-Bue-Said avverte che i piccoli aeroporti mediterranei “non possono permettersi di far fare la fila agli anziani e alle famiglie sotto il sole cocente per le impronte digitali”. Ryanair e easyJet si sono unite alla richiesta, mentre l’Associazione delle compagnie ATOL segnala un calo della fiducia dei consumatori.
La Commissione Europea, però, difende il nuovo sistema come essenziale per la sicurezza e il controllo delle permanenze irregolari. Gli ufficiali sottolineano che il regolamento consente già agli Stati membri di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica in caso di code insostenibili, come avvenuto a Dover e al Le Shuttle di Folkestone nel weekend. Bruxelles punta inoltre sui chioschi self-service, che una volta funzionanti velocizzeranno le visite ripetute, dato che la biometria va acquisita solo ogni tre anni.
Per le aziende britanniche il messaggio è chiaro: prevedere margini extra negli itinerari, informare i dipendenti in trasferta sui possibili ritardi e monitorare gli avvisi di operatori e governi. La Confederazione dell’Industria Britannica (CBI) sottolinea che i ritardi comportano “ovvie conseguenze economiche: riunioni mancate, spedizioni riprogrammate, catene di approvvigionamento interrotte”, invitando i membri a considerare il rischio EES nella pianificazione almeno fino a fine estate.
Durante il ponte di fine maggio, la polizia francese ha temporaneamente disattivato la registrazione EES al porto di Dover, dove le code hanno superato le due ore. Doug Bannister, amministratore delegato del porto, ha spiegato ai giornalisti che 84 chioschi self-service erano fuori uso per problemi software, costringendo gli agenti di frontiera a gestire manualmente i passeggeri. Anche gli aeroporti sono in difficoltà: l’associazione europea del settore ACI Europe ha rilevato code fino a tre ore e mezza in 45 aeroporti di 20 Paesi UE, definendo la situazione “in peggioramento”.
Gli agenti riferiscono che l’ansia si riflette sui clienti: Judith Alderson, direttore commerciale di Dawson & Sanderson, afferma che il personale in prima linea ora dedica tanto tempo a spiegare i ritardi alle frontiere quanto a parlare delle destinazioni. Julia Lo-Bue-Said, capo di Advantage Travel Partnership, consiglia ai viaggiatori di presentarsi “almeno un’ora prima” per le partenze verso il continente.
I leader del settore stanno facendo pressione su Bruxelles per una sospensione immediata durante l’estate. Lo-Bue-Said avverte che i piccoli aeroporti mediterranei “non possono permettersi di far fare la fila agli anziani e alle famiglie sotto il sole cocente per le impronte digitali”. Ryanair e easyJet si sono unite alla richiesta, mentre l’Associazione delle compagnie ATOL segnala un calo della fiducia dei consumatori.
La Commissione Europea, però, difende il nuovo sistema come essenziale per la sicurezza e il controllo delle permanenze irregolari. Gli ufficiali sottolineano che il regolamento consente già agli Stati membri di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica in caso di code insostenibili, come avvenuto a Dover e al Le Shuttle di Folkestone nel weekend. Bruxelles punta inoltre sui chioschi self-service, che una volta funzionanti velocizzeranno le visite ripetute, dato che la biometria va acquisita solo ogni tre anni.
Per le aziende britanniche il messaggio è chiaro: prevedere margini extra negli itinerari, informare i dipendenti in trasferta sui possibili ritardi e monitorare gli avvisi di operatori e governi. La Confederazione dell’Industria Britannica (CBI) sottolinea che i ritardi comportano “ovvie conseguenze economiche: riunioni mancate, spedizioni riprogrammate, catene di approvvigionamento interrotte”, invitando i membri a considerare il rischio EES nella pianificazione almeno fino a fine estate.
Fonte: Travel Weekly
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