
Le forze di sicurezza polacche segnalano un netto aumento delle attività di contrabbando lungo la cosiddetta “rotta baltica”, a meno di due mesi dalla reintroduzione da parte di Varsavia dei controlli a campione alle frontiere interne Schengen con Lituania e Germania. Sabato 30 maggio, agenti della polizia stradale vicino a Budzisko hanno fermato un taxi con targa lituana che trasportava due migranti entrati illegalmente attraverso il confine verde senza documenti. Una seconda inseguimento, avvenuto lo stesso giorno, si è concluso con l’arresto di un autista azero che aveva abbandonato un gruppo di migranti irregolari nella foresta prima di tentare la fuga verso sud. Tutti i fermati sono stati consegnati alla Guardia di Frontiera per le procedure di identificazione e rimpatrio. Le autorità riferiscono che questi ultimi episodi portano a oltre 380 il numero di arresti lungo la linea polacco-lituana nel 2026, superando già il totale dell’anno scorso. I migranti intercettati quest’anno provengono principalmente da Pakistan, Afghanistan, Somalia, Egitto, Eritrea e Marocco, segnalando che le reti criminali organizzate stanno deviando i flussi dal confine fortificato con la Bielorussia verso la frontiera “interna Schengen” meno sorvegliata con la Lituania. Per i responsabili della mobilità aziendale, la crescente pressione sul corridoio nord-orientale si traduce in tempi di transito più lunghi per camion e navette, poiché la polizia richiede sempre più spesso liste passeggeri e controlli a campione sui veicoli lungo le autostrade S-8 e S-61. Le aziende di logistica consigliano agli autisti di prevedere un extra di 30-45 minuti per le formalità di frontiera e di tenere a portata di mano la documentazione originale CMR. Le imprese che spostano personale tra Varsavia e le capitali baltiche dovrebbero inoltre rivedere i protocolli di duty of care. Gli hotel di Suwałki e Sejny segnalano una maggiore domanda da parte di viaggiatori bloccati a causa dei controlli a campione che causano coincidenze mancate. I datori di lavoro con lavoratori distaccati devono ricordare loro di portare con sé la prova di soggiorno legale (ad esempio, carte TRC o diritti di soggiorno ai sensi dell’articolo 50 per i familiari di cittadini UE) per evitare ritardi dovuti a controlli secondari. Sul fronte della compliance, i team HR devono prepararsi a un aumento delle verifiche sulle notifiche di distacco, certificati A1 e calcolo dei giorni Schengen, soprattutto una volta che il Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE sarà pienamente operativo. La mancata documentazione del soggiorno legale potrebbe esporre sia i viaggiatori sia le aziende inviante a sanzioni o a futuri divieti di ingresso.
Fonte: Polskie Radio Białystok