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La Polonia limita formalmente le richieste di asilo al confine con la Bielorussia per altri 60 giorni

giu 1, 2026
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La Polonia limita formalmente le richieste di asilo al confine con la Bielorussia per altri 60 giorni
Il governo polacco ha pubblicato sabato un regolamento aggiornato che sospende temporaneamente il diritto di presentare richieste di asilo di persona ai valichi lungo i 418 chilometri di confine con la Bielorussia. La misura, emanata in base alle modifiche alla legge sugli stranieri del marzo 2025, è entrata in vigore immediatamente dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e resterà valida per 60 giorni, salvo proroghe. Un precedente decreto, in scadenza questa settimana, viene così esteso fino a fine luglio con la nuova ordinanza del 31 maggio 2026. Varsavia sostiene che Minsk continui a “strumentalizzare la migrazione” indirizzando cittadini mediorientali e africani verso il territorio UE, configurando quella che il primo ministro Donald Tusk definisce una “minaccia reale e continua” per la sicurezza nazionale. Secondo il regolamento, gli agenti della Guardia di Frontiera possono rifiutare di accettare le richieste di asilo al confine verde o ai valichi ufficiali come Kuźnica e Terespol, indirizzando i richiedenti ai consolati polacchi all’estero. I casi vulnerabili possono comunque essere ammessi per motivi umanitari dopo una valutazione individuale. Le ONG per i diritti umani, tra cui la Helsinki Foundation for Human Rights, avvertono che la misura generale rischia di violare il principio di non-refoulement e di ostacolare l’accesso alla protezione internazionale. Il ministero dell’Interno replica che le deroghe d’emergenza sono previste dal diritto UE e sottolinea che la Polonia ha gestito oltre 7.000 richieste di asilo nel 2025 nonostante le restrizioni. Per i datori di lavoro multinazionali, l’estensione comporta conseguenze operative. I dipendenti ucraini e bielorussi che superano la durata dei visti Schengen non possono regolarizzare la loro posizione presentando domanda al confine, ma devono farlo all’interno della Polonia o lasciare il paese. Le aziende che movimentano attrezzature o team di progetto lungo il corridoio merci Koroszczyn–Kozłowicze devono prevedere controlli documentali più rigorosi e possibili ritardi, mentre le unità della Guardia di Frontiera si adeguano al nuovo regolamento.
Fonte: Rzeczpospolita

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