
Il governo polacco ha pubblicato sabato un regolamento aggiornato che sospende temporaneamente il diritto di presentare richieste di asilo di persona ai valichi lungo i 418 chilometri di confine con la Bielorussia. La misura, emanata in base alle modifiche alla legge sugli stranieri del marzo 2025, è entrata in vigore immediatamente dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e resterà valida per 60 giorni, salvo proroghe. Un precedente decreto, in scadenza questa settimana, viene così esteso fino a fine luglio con la nuova ordinanza del 31 maggio 2026. Varsavia sostiene che Minsk continui a “strumentalizzare la migrazione” indirizzando cittadini mediorientali e africani verso il territorio UE, configurando quella che il primo ministro Donald Tusk definisce una “minaccia reale e continua” per la sicurezza nazionale. Secondo il regolamento, gli agenti della Guardia di Frontiera possono rifiutare di accettare le richieste di asilo al confine verde o ai valichi ufficiali come Kuźnica e Terespol, indirizzando i richiedenti ai consolati polacchi all’estero. I casi vulnerabili possono comunque essere ammessi per motivi umanitari dopo una valutazione individuale. Le ONG per i diritti umani, tra cui la Helsinki Foundation for Human Rights, avvertono che la misura generale rischia di violare il principio di non-refoulement e di ostacolare l’accesso alla protezione internazionale. Il ministero dell’Interno replica che le deroghe d’emergenza sono previste dal diritto UE e sottolinea che la Polonia ha gestito oltre 7.000 richieste di asilo nel 2025 nonostante le restrizioni. Per i datori di lavoro multinazionali, l’estensione comporta conseguenze operative. I dipendenti ucraini e bielorussi che superano la durata dei visti Schengen non possono regolarizzare la loro posizione presentando domanda al confine, ma devono farlo all’interno della Polonia o lasciare il paese. Le aziende che movimentano attrezzature o team di progetto lungo il corridoio merci Koroszczyn–Kozłowicze devono prevedere controlli documentali più rigorosi e possibili ritardi, mentre le unità della Guardia di Frontiera si adeguano al nuovo regolamento.
Fonte: Rzeczpospolita
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