
Dublino ha dato il via al suo semestre di presidenza del Consiglio dell’UE per la Giustizia e gli Affari Interni (JHA). Il 1° giugno 2026, il Ministro della Giustizia, Affari Interni e Migrazione, Jim O’Callaghan, è partito con un volo mattutino per Praga, dando inizio a un tour diplomatico di una settimana che toccherà Repubblica Ceca, Polonia e Lussemburgo. Secondo il Dipartimento della Giustizia, il viaggio ha l’obiettivo di consolidare le relazioni di lavoro e definire le priorità prima che l’Irlanda assuma la presidenza di turno del Consiglio UE il 1° luglio. Al centro dell’agenda del ministro ci saranno migrazione e sicurezza delle frontiere.
A Praga, O’Callaghan incontrerà il Ministro dell’Interno Lubomír Metnar e il Ministro della Giustizia Jeroným Tejc per discutere della riforma di Schengen, dell’implementazione del nuovo Sistema di Entrata/Uscita e delle azioni congiunte contro le reti di trafficanti di migranti lungo la rotta dei Balcani occidentali. Successivamente si recherà a Varsavia per colloqui con il Ministro della Giustizia polacco Waldemar Żurek e il Ministro dell’Interno Marcin Kierwiński, prima di ispezionare il confine orientale fortificato della Polonia con la Bielorussia, considerato a Bruxelles un banco di prova per la risposta dell’UE alle minacce ibride.
Secondo i funzionari, l’Irlanda intende utilizzare la presidenza per promuovere “un’Europa competitiva, basata sui valori e sicura”. Tra le priorità figurano l’accelerazione della tanto attesa revisione di Eurodac, la definizione delle scadenze per l’interoperabilità di ETIAS e il raggiungimento di un accordo politico sulle nuove regole per l’attrazione di talenti, che faciliterebbero l’assunzione di lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi da parte delle aziende europee, comprese le multinazionali irlandesi.
Le associazioni imprenditoriali hanno sollecitato Dublino a sostenere un sistema Blue Card più snello e a promuovere visti Schengen digitalizzati, riconosciuti anche dall’Irlanda non Schengen attraverso un futuro accordo bilaterale. Gli incontri offrono inoltre all’Irlanda l’opportunità di spingere per una cooperazione pratica: la Repubblica Ceca cerca supporto per un progetto pilota di “partenariato per i talenti” con il settore tecnologico irlandese, volto a canalizzare lavoratori IT ucraini e georgiani verso posti di lavoro nell’UE, mentre la Polonia desidera l’expertise irlandese nella gestione dei portali elettronici per i visti.
Per i datori di lavoro irlandesi, prioritarie sono anche la velocizzazione delle autorizzazioni per trasferimenti intra-aziendali e il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni di sicurezza per il personale delle infrastrutture critiche. O’Callaghan concluderà la settimana a Lussemburgo, al Consiglio JHA, dove i ministri discuteranno dello stato complessivo di Schengen e valuteranno l’implementazione dei grandi sistemi informatici. Il suo ufficio ha annunciato che i risultati del tour bilaterale saranno integrati direttamente nel programma di lavoro della presidenza irlandese, che sarà pubblicato il 20 giugno.
Le aziende con forza lavoro mobile dovranno quindi seguire con attenzione questa corsa diplomatica di Dublino, che definirà il tono delle politiche europee sulla mobilità nella seconda metà del 2026.
A Praga, O’Callaghan incontrerà il Ministro dell’Interno Lubomír Metnar e il Ministro della Giustizia Jeroným Tejc per discutere della riforma di Schengen, dell’implementazione del nuovo Sistema di Entrata/Uscita e delle azioni congiunte contro le reti di trafficanti di migranti lungo la rotta dei Balcani occidentali. Successivamente si recherà a Varsavia per colloqui con il Ministro della Giustizia polacco Waldemar Żurek e il Ministro dell’Interno Marcin Kierwiński, prima di ispezionare il confine orientale fortificato della Polonia con la Bielorussia, considerato a Bruxelles un banco di prova per la risposta dell’UE alle minacce ibride.
Secondo i funzionari, l’Irlanda intende utilizzare la presidenza per promuovere “un’Europa competitiva, basata sui valori e sicura”. Tra le priorità figurano l’accelerazione della tanto attesa revisione di Eurodac, la definizione delle scadenze per l’interoperabilità di ETIAS e il raggiungimento di un accordo politico sulle nuove regole per l’attrazione di talenti, che faciliterebbero l’assunzione di lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi da parte delle aziende europee, comprese le multinazionali irlandesi.
Le associazioni imprenditoriali hanno sollecitato Dublino a sostenere un sistema Blue Card più snello e a promuovere visti Schengen digitalizzati, riconosciuti anche dall’Irlanda non Schengen attraverso un futuro accordo bilaterale. Gli incontri offrono inoltre all’Irlanda l’opportunità di spingere per una cooperazione pratica: la Repubblica Ceca cerca supporto per un progetto pilota di “partenariato per i talenti” con il settore tecnologico irlandese, volto a canalizzare lavoratori IT ucraini e georgiani verso posti di lavoro nell’UE, mentre la Polonia desidera l’expertise irlandese nella gestione dei portali elettronici per i visti.
Per i datori di lavoro irlandesi, prioritarie sono anche la velocizzazione delle autorizzazioni per trasferimenti intra-aziendali e il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni di sicurezza per il personale delle infrastrutture critiche. O’Callaghan concluderà la settimana a Lussemburgo, al Consiglio JHA, dove i ministri discuteranno dello stato complessivo di Schengen e valuteranno l’implementazione dei grandi sistemi informatici. Il suo ufficio ha annunciato che i risultati del tour bilaterale saranno integrati direttamente nel programma di lavoro della presidenza irlandese, che sarà pubblicato il 20 giugno.
Le aziende con forza lavoro mobile dovranno quindi seguire con attenzione questa corsa diplomatica di Dublino, che definirà il tono delle politiche europee sulla mobilità nella seconda metà del 2026.
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