
Il Patto europeo su Migrazione e Asilo, frutto di lunghe trattative, è entrato in vigore il 12 giugno 2026, introducendo un obiettivo continentale di 12 settimane per la maggior parte delle decisioni sui richiedenti asilo e un meccanismo di condivisione degli oneri tra gli Stati membri. Il broadcaster irlandese LMFM ha riportato che il patto è stato definito localmente “radicalmente diverso”, pur senza modificare l’Area di Viaggio Comune con il Regno Unito. La senatrice irlandese Sharon Keogan ha esortato il Taoiseach e il Primo Ministro britannico a coordinarsi strettamente, sottolineando che “la gente non si sente al sicuro” dopo recenti episodi di violenza di rilievo. Le sue dichiarazioni evidenziano la crescente pressione politica per inasprire i controlli alle frontiere, a seguito dell’aggressione con coltello a Belfast e delle successive rivolte. Tuttavia, le associazioni imprenditoriali temono che qualsiasi stretta lungo il confine terrestre possa compromettere il commercio e i flussi pendolari tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Nick Henderson, CEO dell’Irish Refugee Council, ha avvertito che il patto rischia di trasformarsi in una serie di “fabbriche di procedure accelerate” che limitano l’accesso all’assistenza legale. Le ONG sostengono che il limite delle 12 settimane potrebbe incentivare colloqui superficiali e aumentare gli errori, con conseguenti ricorsi giudiziari che allungherebbero i tempi di risoluzione. Gli avvocati che assistono i trasferimenti aziendali segnalano che la normativa sul controllo potrebbe coinvolgere anche i viaggiatori d’affari trattenuti per verifiche documentali, rallentando i loro spostamenti. Per i datori di lavoro che trasferiscono personale all’interno dell’UE, la novità operativa più immediata è la registrazione biometrica obbligatoria nei centri di primo screening. I responsabili della mobilità devono prevedere passaggi aggiuntivi e controlli documentali quando instradano assegnati extra-UE attraverso i porti irlandesi, anche se questi dispongono di autorizzazione lavorativa irlandese. Le aziende sono invitate a informare i propri assegnati sulla possibilità di trasferimenti a breve termine in altri Stati membri qualora l’Irlanda raggiunga il limite di solidarietà previsto dal nuovo sistema di quote. Il Ministero della Giustizia ha dichiarato di essere al lavoro per rivedere la normativa nazionale e garantirne la compatibilità, pubblicando nuove linee guida a luglio. Fino ad allora, gli operatori continueranno a seguire le procedure previste dall’International Protection Act, il che potrebbe comportare un ritardo nell’attuazione pratica rispetto ai tempi stabiliti da Bruxelles.
Fonte: LMFM
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