
Due anni dopo la sua adozione, il Patto UE su Migrazione e Asilo è passato dalla carta alla pratica il 12 giugno. Mentre la maggior parte dei titoli si è concentrata sugli Stati mediterranei di prima linea, l’Irlanda ha confermato che applicherà volontariamente sei delle dieci nuove normative, tra cui il Regolamento sullo Screening e il rinnovato database biometrico Eurodac, nonostante resti fuori dall’area Schengen. Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha dichiarato che la partecipazione irlandese “tutela l’integrità dell’Area di Viaggio Comune con il Regno Unito e rafforza il nostro impegno nella condivisione degli oneri”.
Il Regolamento sullo Screening prevede che tutti i cittadini non irlandesi e non britannici in arrivo nei porti e aeroporti irlandesi siano sottoposti a una valutazione preliminare di sicurezza e vulnerabilità entro cinque giorni, con i dati condivisi quasi in tempo reale con i partner UE. Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è l’obbligo di utilizzare l’autorizzazione digitale di viaggio a livello UE (ETA-UE) per i viaggiatori d’affari esenti da visto a partire da gennaio 2027. I team HR dovranno aggiornare i processi di approvazione dei viaggi e prevedere nel budget la tassa di 10 euro, valida per tre anni, simile all’ESTA statunitense. I vettori che imbarcano passeggeri senza un ETA-UE valido rischiano multe fino a 3.000 euro per viaggiatore.
I vettori e gli aeroporti irlandesi hanno sei mesi per collegarsi al Sistema di Entrata/Uscita UE (EES). L’aeroporto di Dublino ha già sperimentato eGate potenziati in grado di acquisire quattro impronte digitali in meno di 60 secondi, mentre gli aeroporti regionali sono ancora in attesa di finanziamenti. Fino all’attivazione dell’EES in Irlanda (prevista per ottobre 2026) continueranno a essere apposti i timbri sui passaporti.
Le associazioni per i diritti umani hanno criticato gli aspetti di “esternalizzazione delle frontiere” del Patto. La Irish Refugee and Migrant Coalition ha esortato il Governo a pubblicare una valutazione d’impatto prima di aderire completamente al Regolamento sulle Procedure d’Asilo, avvertendo che tempi troppo ridotti potrebbero portare a respingimenti illegali se l’assistenza legale non verrà ampliata.
Il Regolamento sullo Screening prevede che tutti i cittadini non irlandesi e non britannici in arrivo nei porti e aeroporti irlandesi siano sottoposti a una valutazione preliminare di sicurezza e vulnerabilità entro cinque giorni, con i dati condivisi quasi in tempo reale con i partner UE. Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è l’obbligo di utilizzare l’autorizzazione digitale di viaggio a livello UE (ETA-UE) per i viaggiatori d’affari esenti da visto a partire da gennaio 2027. I team HR dovranno aggiornare i processi di approvazione dei viaggi e prevedere nel budget la tassa di 10 euro, valida per tre anni, simile all’ESTA statunitense. I vettori che imbarcano passeggeri senza un ETA-UE valido rischiano multe fino a 3.000 euro per viaggiatore.
I vettori e gli aeroporti irlandesi hanno sei mesi per collegarsi al Sistema di Entrata/Uscita UE (EES). L’aeroporto di Dublino ha già sperimentato eGate potenziati in grado di acquisire quattro impronte digitali in meno di 60 secondi, mentre gli aeroporti regionali sono ancora in attesa di finanziamenti. Fino all’attivazione dell’EES in Irlanda (prevista per ottobre 2026) continueranno a essere apposti i timbri sui passaporti.
Le associazioni per i diritti umani hanno criticato gli aspetti di “esternalizzazione delle frontiere” del Patto. La Irish Refugee and Migrant Coalition ha esortato il Governo a pubblicare una valutazione d’impatto prima di aderire completamente al Regolamento sulle Procedure d’Asilo, avvertendo che tempi troppo ridotti potrebbero portare a respingimenti illegali se l’assistenza legale non verrà ampliata.
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