
Le autorità locali hanno confermato che alle 11:50 di sabato 13 giugno, un gommone a scafo rigido ha sbarcato 15 migranti nordafricani sulla spiaggia di Calahonda (Motril, Granada) prima di fuggire verso acque internazionali. I servizi di soccorso riferiscono che nel gruppo c’erano tre minorenni, tutti trasferiti in un centro di accoglienza temporaneo per controlli sanitari e procedure di richiesta asilo. L’episodio rappresenta il secondo arrivo non programmato sulla costa di Granada in questa settimana e segnala uno spostamento dalla rotta atlantica più lunga verso il passaggio di Alborán, più breve ma anche più rischioso. Esperti di diritto marittimo sottolineano che queste tattiche di “scarico e fuga” complicano l’identificazione dei trafficanti, poiché le imbarcazioni raramente restano nelle acque territoriali abbastanza a lungo da permettere l’intercettazione da parte dell’unità marittima della Guardia Civil. Per le attività lungo la costa turistica dell’Andalusia, gli sbarchi improvvisi di migranti comportano l’innalzamento dei protocolli di sicurezza in hotel e porti, con controlli d’identità che possono creare disagi agli ospiti. Le compagnie di crociera che attraccano a Motril collaborano con la polizia portuale per garantire che le escursioni a terra si svolgano senza intoppi. Sul piano politico, la situazione aumenta la pressione sul sistema di asilo spagnolo proprio mentre il Patto europeo sulle migrazioni stringe i tempi per i rimpatri. Se gli arrivi continueranno a crescere, la Spagna potrebbe dover spostare risorse dagli sportelli per i visti ai centri di accoglienza, rallentando così il rinnovo dei permessi di lavoro per i lavoratori stranieri regolari. Le ONG regionali sostengono che canali più rapidi per i visti umanitari ridurrebbero la dipendenza da viaggi marittimi pericolosi, ma finora il governo centrale resta concentrato su deterrenza e sorveglianza.
Fonte: El Debate
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