
Nelle prime ore di domenica 14 giugno, i Royal Marine Commandos sono sbarcati con la tecnica del fast-roping dagli elicotteri Chinook sulla petroliera Smyrtos, battente bandiera camerunense, realizzando la prima completa confisca nel Regno Unito di una nave della cosiddetta “flotta ombra” russa all’interno delle acque britanniche. Supportata dalla HMS Sutherland, dalla HMS Ledbury, da aerei da pattugliamento marittimo e dagli agenti della National Crime Agency, l’operazione durata sei ore si è conclusa con la nave sanzionata sotto sorveglianza al largo della costa del Dorset.
Il Primo Ministro Keir Starmer ha definito l’intervento “un altro colpo alla macchina da guerra illegale di Putin”, sottolineando come la Russia faccia affidamento su una rete di petroliere di copertura per trasportare greggio in violazione del tetto al prezzo stabilito dal G7. Il Segretario alla Difesa Dan Jarvis ha dichiarato che l’azione ha dimostrato l’efficacia delle nuove regole d’ingaggio concordate a marzo con Francia e altri Stati del Mare del Nord, che consentono interdizioni congiunte quando sospetti evasori di sanzioni entrano nella Zona di Separazione del Traffico del Canale.
Per i team globali di mobilità e conformità commerciale, l’episodio va oltre il teatro navale: il Regno Unito sta segnalando la volontà di trattenere navi, equipaggi e carichi collegati – anche indirettamente – a entità sanzionate. Noleggiatori, assicuratori e fornitori logistici devono prepararsi a richieste di due diligence più approfondite e a possibili disagi nei programmi se una nave viene deviata per ispezione. L’operazione apre inoltre un precedente per future intercettazioni di aerei o trasporti terrestri sospettati di elusione delle sanzioni.
Gli avvocati marittimi avvertono che i membri dell’equipaggio potrebbero incorrere in divieti d’ingresso o rifiuti di visto se la Border Force li giudica complici. Le aziende con catene di approvvigionamento russe o a doppio uso dovrebbero aggiornare gli strumenti di screening e informare il personale in viaggio sul clima di controllo rafforzato. Con gli alleati europei pronti a operazioni simili, il Canale potrebbe presto diventare un punto critico per il controllo delle sanzioni e un focolaio di rischi per la mobilità che le multinazionali non possono ignorare.
Il Primo Ministro Keir Starmer ha definito l’intervento “un altro colpo alla macchina da guerra illegale di Putin”, sottolineando come la Russia faccia affidamento su una rete di petroliere di copertura per trasportare greggio in violazione del tetto al prezzo stabilito dal G7. Il Segretario alla Difesa Dan Jarvis ha dichiarato che l’azione ha dimostrato l’efficacia delle nuove regole d’ingaggio concordate a marzo con Francia e altri Stati del Mare del Nord, che consentono interdizioni congiunte quando sospetti evasori di sanzioni entrano nella Zona di Separazione del Traffico del Canale.
Per i team globali di mobilità e conformità commerciale, l’episodio va oltre il teatro navale: il Regno Unito sta segnalando la volontà di trattenere navi, equipaggi e carichi collegati – anche indirettamente – a entità sanzionate. Noleggiatori, assicuratori e fornitori logistici devono prepararsi a richieste di due diligence più approfondite e a possibili disagi nei programmi se una nave viene deviata per ispezione. L’operazione apre inoltre un precedente per future intercettazioni di aerei o trasporti terrestri sospettati di elusione delle sanzioni.
Gli avvocati marittimi avvertono che i membri dell’equipaggio potrebbero incorrere in divieti d’ingresso o rifiuti di visto se la Border Force li giudica complici. Le aziende con catene di approvvigionamento russe o a doppio uso dovrebbero aggiornare gli strumenti di screening e informare il personale in viaggio sul clima di controllo rafforzato. Con gli alleati europei pronti a operazioni simili, il Canale potrebbe presto diventare un punto critico per il controllo delle sanzioni e un focolaio di rischi per la mobilità che le multinazionali non possono ignorare.
Fonte: ITV News
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