
Con il vertice del G7 che si svolge proprio dall'altra parte del Lago di Ginevra, a Évian-les-Bains, dal 15 al 17 giugno, le autorità svizzere hanno messo in atto un piano di sicurezza e mobilità senza precedenti che coinvolge viaggiatori, pendolari e operatori logistici nell'area occidentale della Svizzera. L'aeroporto di Ginevra ha lanciato un microsito dedicato, aggiornato il 16 giugno, che avvisa i passeggeri di considerare blocchi stradali, controlli di frontiera più lunghi e la chiusura delle terrazze panoramiche tra il 14 e il 18 giugno. I voli commerciali proseguono, ma le compagnie aeree si riservano il diritto di modificare gli orari con breve preavviso. L’operatore di trasporto pubblico TPG ha aggiornato la pagina “Eventi Eccezionali” alle 16:58 del 15 giugno, confermando l’applicazione di un orario festivo su tutta la rete, la sospensione di alcune linee tranviarie e la possibile omissione di fermate nelle linee di autobus transfrontaliere in Francia, a seconda della congestione doganale. Una linea telefonica gratuita e una mappa in tempo reale con 28 valichi chiusi e 7 aperti guidano ora sia i pendolari quotidiani sia le delegazioni in visita. Il cantone ha inoltre installato cabine mobili per il controllo passaporti nei punti chiave e reintrodotto i controlli alle frontiere interne Schengen, misure autorizzate dall’Articolo 25 del Codice Schengen. Sebbene mirati a prevenire proteste violente, i controlli aggiungono fino a 45 minuti ai tempi di percorrenza nelle ore di punta, secondo il centro traffico di Ginevra. Per i team di mobilità aziendale, il consiglio è chiaro: prevedere almeno un’ora in più per le partenze dall’aeroporto, deviare i trasferimenti su strada verso l’autostrada A1 anziché le strade secondarie e incoraggiare il lavoro da remoto quando possibile. Le aziende che movimentano merci sensibili attraverso i magazzini doganali di Ginevra dovrebbero presentare le dichiarazioni doganali in anticipo per evitare i coprifuoco notturni sulle strade. Le interruzioni dovrebbero attenuarsi dopo il 19 giugno, ma gli analisti sottolineano che l’operazione rappresenta una prova generale per la candidatura svizzera alle Olimpiadi invernali alpine del 2028, suggerendo un futuro in cui eventi su larga scala metteranno sempre più alla prova la celebre facilità di movimento del Paese.
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