
L’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale degli Emirati Arabi Uniti (ICP) è intervenuta nuovamente per supportare visitatori e residenti rimasti bloccati all’inizio di quest’anno a causa della chiusura dello spazio aereo regionale che ha causato numerose cancellazioni di voli. In una decisione annunciata a tarda sera il 18 giugno 2026, l’ICP ha comunicato che chi ha beneficiato della sospensione delle multe per il soggiorno oltre il termine a marzo avrà ora un’ulteriore finestra di 30 giorni – dal 10 giugno al 9 luglio – per regolarizzare la propria posizione o lasciare il paese senza incorrere in sanzioni.
Questo periodo di tolleranza aggiuntivo riflette la valutazione del governo secondo cui “le circostanze eccezionali che giustificavano la sospensione originaria delle multe non sussistono più”, ma le autorità riconoscono che migliaia di viaggiatori coinvolti necessitano ancora di tempo per presentare nuove domande di residenza, ottenere permessi di lavoro o prenotare voli in uscita compatibili con la disponibilità delle compagnie aeree.
Non è necessario fissare appuntamenti speciali; i richiedenti possono completare le normali procedure di cambio di status direttamente tramite il portale dei servizi smart dell’ICP, mentre chi decide di partire può uscire liberamente da qualsiasi punto di ingresso.
Dal punto di vista della conformità, questa misura è di grande rilievo. I visti di residenza e di visita negli Emirati Arabi Uniti sono collegati elettronicamente all’Emirates ID, ai contratti di locazione e, per i lavoratori, al database del Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione (MoHRE). Consentire un “reset” pulito evita un’ondata di soggiorni irregolari involontari che potrebbero comportare divieti di reingresso fino a un anno e multe giornaliere di 50 dirham. Anche i datori di lavoro sono tutelati da possibili sanzioni per aver mantenuto in servizio personale il cui status migratorio è scaduto senza colpa propria.
Il messaggio per i responsabili della mobilità aziendale è chiaro: verificare lo status di dipendenti, familiari a carico e visitatori a lungo termine che a marzo avevano visti in regime di tolleranza. Se intendono restare, presentare le domande di cambio status entro il 9 luglio; se invece prevedono di partire, assicurarsi che i biglietti siano prenotati e che le procedure di uscita siano completate entro la scadenza. Il mancato rispetto potrebbe comportare divieti di reingresso che complicano future missioni lavorative.
L’ICP ha invitato tutte le aziende e i viaggiatori a utilizzare esclusivamente canali ufficiali, mettendo in guardia contro intermediari che promettono servizi “facili e veloci”.
Questo periodo di tolleranza aggiuntivo riflette la valutazione del governo secondo cui “le circostanze eccezionali che giustificavano la sospensione originaria delle multe non sussistono più”, ma le autorità riconoscono che migliaia di viaggiatori coinvolti necessitano ancora di tempo per presentare nuove domande di residenza, ottenere permessi di lavoro o prenotare voli in uscita compatibili con la disponibilità delle compagnie aeree.
Non è necessario fissare appuntamenti speciali; i richiedenti possono completare le normali procedure di cambio di status direttamente tramite il portale dei servizi smart dell’ICP, mentre chi decide di partire può uscire liberamente da qualsiasi punto di ingresso.
Dal punto di vista della conformità, questa misura è di grande rilievo. I visti di residenza e di visita negli Emirati Arabi Uniti sono collegati elettronicamente all’Emirates ID, ai contratti di locazione e, per i lavoratori, al database del Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione (MoHRE). Consentire un “reset” pulito evita un’ondata di soggiorni irregolari involontari che potrebbero comportare divieti di reingresso fino a un anno e multe giornaliere di 50 dirham. Anche i datori di lavoro sono tutelati da possibili sanzioni per aver mantenuto in servizio personale il cui status migratorio è scaduto senza colpa propria.
Il messaggio per i responsabili della mobilità aziendale è chiaro: verificare lo status di dipendenti, familiari a carico e visitatori a lungo termine che a marzo avevano visti in regime di tolleranza. Se intendono restare, presentare le domande di cambio status entro il 9 luglio; se invece prevedono di partire, assicurarsi che i biglietti siano prenotati e che le procedure di uscita siano completate entro la scadenza. Il mancato rispetto potrebbe comportare divieti di reingresso che complicano future missioni lavorative.
L’ICP ha invitato tutte le aziende e i viaggiatori a utilizzare esclusivamente canali ufficiali, mettendo in guardia contro intermediari che promettono servizi “facili e veloci”.
Fonte: Emirates 24|7 / Gulf News
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