
La Polícia Rodoviária Federal (PRF) e la Polizia Federale del Brasile hanno effettuato l'intercettazione umanitaria più grande in un solo giorno sulla strada BR-401 vicino a Cantá, Roraima, l'8 giugno, salvando 108 cittadini cubani stipati in veicoli pericolosi da trafficanti che promettevano il passaggio a São Paulo. Cinque presunti trafficanti, parte di una rete nota localmente come “coiotes”, sono stati arrestati e consegnati ai procuratori federali. I migranti, tra cui bambini e anziani, erano senza cibo da due giorni e venivano fatti pagare fino a 3.000 dollari ciascuno. Ora sono in fase di regolarizzazione migratoria e controlli sanitari prima di essere trasferiti in centri di accoglienza gestiti dal Ministero dello Sviluppo Sociale. L’operazione porta a 297 il numero di migranti salvati a Roraima nel 2024. Dal punto di vista della sicurezza nei trasporti, le aziende che inviano personale a progetti minerari ed energetici nelle zone di confine dovrebbero rivedere i protocolli di sicurezza: le autorità avvertono che i trafficanti utilizzano sempre più le stesse strade secondarie e i passaggi fluviali informali frequentati dai convogli aziendali. Sul piano politico, l’episodio evidenzia l’urgenza di approvare a Brasilia il disegno di legge sui visti umanitari per i cittadini caraibici, che offrirebbe un’alternativa legale alle pericolose rotte terrestri. Gli analisti suggeriscono che un visto semplificato potrebbe anche alleviare la carenza di manodopera nel settore edile brasiliano, dove i lavoratori cubani sono già richiesti. Fino a quando non ci sarà un intervento legislativo, i team di compliance devono assicurarsi che eventuali appaltatori cubani terzi assunti in Brasile abbiano uno status documentato; le sanzioni per l’impiego di migranti irregolari possono arrivare a 800 real al giorno per lavoratore.
Fonte: CNN Brasil