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Niti Aayog sollecita una riforma radicale dei visti e delle normative per triplicare il turismo in entrata

lug 1, 2026
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Niti Aayog sollecita una riforma radicale dei visti e delle normative per triplicare il turismo in entrata
Il principale think-tank politico indiano, Niti Aayog, ha pubblicato il 30 giugno un rapporto storico che avverte come la «frammentazione normativa e le difficoltà legate ai visti» stiano costando al Paese miliardi di dollari in mancati introiti dal turismo. Lo studio di 140 pagine, intitolato “Sbloccare la crescita nel turismo e nell’ospitalità”, sostiene che l’India potrebbe più che raddoppiare gli arrivi di turisti stranieri, raggiungendo i 20 milioni entro cinque anni, se allineasse la sua piattaforma e-Visa e le procedure di frontiera agli standard di destinazioni di eccellenza come Singapore e gli Emirati Arabi Uniti.

Le raccomandazioni chiave includono l’estensione dell’attuale visto turistico elettronico di 30 giorni a un permesso multiplo di un anno, l’introduzione di un rimborso in tempo reale per le tasse di visto in caso di rifiuto della domanda e la sperimentazione di una carta “viaggiatore fidato” in stile APEC per i visitatori d’affari frequenti. Il rapporto propone inoltre un sistema di autorizzazione unica per la costruzione di hotel e un meccanismo di “approvazione tacita” tra stati per snellire la burocrazia nei progetti infrastrutturali turistici.

Niti Aayog sollecita una riforma radicale dei visti e delle normative per triplicare il turismo in entrata


Presentando il documento, il membro di Niti Aayog Rajiv Gauba ha sottolineato che l’accessibilità ai visti è ormai un fattore decisivo per viaggiatori di alto profilo e nomadi digitali. Nonostante i progressi incrementali — tra cui una lista e-Visa estesa a 170 paesi — l’India si posiziona ancora al 54° posto per apertura dei visti negli indici del World Economic Forum. Eliminare ostacoli come la ripetizione delle impronte biometriche e i moduli cartacei aeroportuali potrebbe aggiungere fino a 2.000 miliardi di rupie (24 miliardi di dollari) al PIL annuo, stima il rapporto.

Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente le proposte. La Federation of Hotel & Restaurant Associations of India ha dichiarato che un visto elettronico per soggiorni prolungati incoraggerebbe gli organizzatori di conferenze a scegliere l’India come sede, mentre la start-up di travel-tech VisaCart prevede che l’integrazione API suggerita ridurrà i tempi di prenotazione B2B del 30%. Il Ministero degli Interni sta esaminando le proposte; fonti ufficiali hanno anticipato che alcune modifiche alle tariffe dei visti potrebbero comparire nel prossimo bilancio dell’Unione.

Per i responsabili della mobilità aziendale, la grande novità è che l’India intende passare da un regime “pesante di permessi” a uno “leggero di autorizzazioni”, riducendo potenzialmente i tempi di attesa per viaggi incentive, eventi MICE e incarichi a breve termine.
Fonte: Moneycontrol

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