
Incontro a Lussemburgo il 29 giugno: il Consiglio Giustizia e Affari Interni dell’UE ha ufficialmente approvato la sospensione di alcune clausole di facilitazione dei visti per i cittadini somali, a causa della “scarsa cooperazione di Mogadiscio nel rimpatrio dei propri cittadini privi di diritto legale di soggiorno nell’UE”. La misura entra immediatamente in vigore in tutto lo Spazio Schengen, inclusi i consolati polacchi nel mondo e alle frontiere esterne. Tra le novità principali: aumento delle tariffe per le domande di visto, tempi di elaborazione più lunghi, colloqui obbligatori di persona e requisiti più rigorosi per la documentazione di itinerario e disponibilità finanziaria. Gli Stati membri sono inoltre autorizzati a negare di default i visti a ingressi multipli. Le restrizioni saranno riesaminate dopo sei mesi e potranno essere revocate anticipatamente se la Commissione segnalerà un “miglioramento sostanziale” nella cooperazione per i rimpatri. Per le aziende polacche che ruotano personale da e verso il Corno d’Africa – in particolare nei settori umanitario, minerario e delle telecomunicazioni – questo cambiamento impone di pianificare i progetti tenendo conto di possibili ritardi nelle tempistiche dei visti. Anche i cambi equipaggio somali nei cantieri navali di Danzica e le visite di formazione a breve termine nelle scuole di aviazione di Varsavia saranno interessati. I team HR dovrebbero verificare attentamente le prossime missioni e consigliare i partner somali a preparare una documentazione completa, inclusi voli di ritorno confermati e estratti conto bancari recenti. I responsabili dei viaggi potrebbero inoltre valutare rotte alternative via Istanbul o Doha, dove i titolari di passaporto somalo spesso possono ottenere visti di transito in attesa dell’approvazione Schengen. Il Ministero degli Esteri polacco ha dichiarato in una nota che le sezioni consolari hanno aggiornato le liste di controllo interne e applicheranno “pienamente la decisione del Consiglio a partire dal 1° luglio”, invitando i richiedenti a consultare i siti web delle ambasciate per i nuovi requisiti.