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Gli Emirati Arabi Uniti aggiungono sei nuove nazionalità al visto all’arrivo di 60 giorni, in una ondata globale di cambiamenti alle regole d’ingresso per il 2026

lug 2, 2026
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Gli Emirati Arabi Uniti aggiungono sei nuove nazionalità al visto all’arrivo di 60 giorni, in una ondata globale di cambiamenti alle regole d’ingresso per il 2026
L’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale (ICP) ha ampliato il programma di visto all’arrivo negli Emirati Arabi Uniti includendo i cittadini di Indonesia, Vietnam, Thailandia, Filippine, Kenya e Sudafrica. I viaggiatori provenienti da questi Paesi – così come i cittadini indiani già idonei – possono ora scegliere tra un visto rinnovabile di 14 giorni o un visto a ingresso singolo, non prorogabile, di 60 giorni. I richiedenti devono inoltre possedere un permesso di soggiorno valido in uno dei 12 Paesi terzi approvati, una lista che è stata estesa includendo Singapore, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e Canada, oltre a USA, UE e Regno Unito. La tariffa rimane contenuta rispetto agli standard regionali: 100 dirham per l’opzione di 14 giorni e 250 dirham per il soggiorno di 60 giorni, con una multa di 50 dirham al giorno per il superamento del termine. L’ICP ha dichiarato che questa misura mira a “rafforzare i legami bilaterali e creare ponti commerciali e culturali più ampi”, in particolare con i mercati asiatici e africani in rapida crescita. Gli analisti del turismo stimano che la revisione potrebbe aggiungere fino a un milione di visitatori in più all’anno una volta attivata la promozione dei voli di collegamento. Per le aziende che gestiscono incarichi regionali, la finestra più lunga di 60 giorni facilita la gestione amministrativa dei viaggi d’affari a ingressi multipli, consente più tempo per la conclusione degli accordi e riduce la dipendenza dai visti di visita standard di 30 giorni, che richiedono frequenti visite agli uffici immigrazione. I consulenti HR stanno già aggiornando le politiche di mobilità globale per riflettere le nuove nazionalità idonee e l’opzione del permesso di soggiorno in Paesi terzi come “ponte”. Il contesto più ampio è un riallineamento globale delle regole d’ingresso che dura da un anno: gli USA stanno sperimentando un programma di intervista fast-track da 750 dollari, il Giappone ha quintuplicato le tariffe dei visti e l’Australia ha innalzato le soglie salariali per i migranti qualificati. In questo scenario, la liberalizzazione degli Emirati Arabi Uniti si distingue come un segnale pro-crescita. Le società di relocation internazionali affermano che rafforza il brand “aperto agli affari” degli Emirati in un momento in cui diverse economie OCSE stanno irrigidendo le regole. Consiglio pratico: i viaggiatori devono assicurarsi che sia il passaporto sia il permesso di soggiorno qualificante siano validi per almeno sei mesi alla data di ingresso, e le aziende dovrebbero prevedere da due a tre giorni lavorativi per ottenere il numero di ingresso pre-approvato rilasciato dal canale elettronico ICP prima dell’imbarco.
Fonte: Khaleej Times

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