
Il governo polacco ha confermato che gli agenti uniformati della Guardia di Frontiera, supportati dalla Polizia Militare e dalle unità di Difesa Territoriale, riprenderanno i controlli sistematici alle frontiere terrestri occidentali e nord-orientali del Paese a partire dalle 06:00 di martedì 7 luglio. I controlli interesseranno tutti i 65 valichi stradali con Germania (52) e Lituania (13), anche se 18 di questi (16 tedeschi, 2 lituani) disporranno di corsie di ispezione attive 24 ore su 24. Pattuglie mobili integreranno i posti di controllo fissi su strade secondarie e linee ferroviarie.
La decisione arriva dopo mesi di lamentele da parte di Varsavia, che accusa Berlino di aver spinto i migranti in cerca di asilo a tornare in Polonia a causa dei controlli unilaterali introdotti lo scorso anno in risposta ai flussi irregolari lungo la cosiddetta “rotta bielorussa”. Secondo il Ministero dell’Interno polacco, la polizia tedesca ha rimandato oltre 1.300 migranti sul territorio polacco da maggio 2025.
Il Primo Ministro Donald Tusk ha dichiarato ai giornalisti che sono necessarie misure “simmetriche e temporanee” “finché i nostri vicini manterranno sospeso Schengen”. Dal punto di vista della mobilità e del business, la principale preoccupazione riguarda le congestioni. La Direzione Generale per le Strade Nazionali e le Autostrade (GDDKiA) convoglierà il traffico in corsie di ispezione singole sui principali corridoi autostradali, esponendo camionisti e turisti a code lunghe chilometri.
L’associazione polacca dei trasportatori ZMPD avverte che ritardi di appena due ore possono compromettere i tempi di guida previsti dalla legge e causare penali contrattuali per consegne just-in-time. Anche gli albergatori delle zone di confine temono cancellazioni dell’ultimo minuto, poiché i turisti tedeschi potrebbero cercare alternative per vacanze senza intoppi.
Sebbene la normativa sia inizialmente valida fino al 5 agosto, le autorità ammettono che potrebbe essere prorogata per tutta la stagione estiva. Le aziende con rotazioni di personale transfrontaliero o catene di approvvigionamento critiche sono quindi invitate a prevedere tempi supplementari nei piani di trasporto, informare gli autisti sui documenti necessari (passaporti o carte d’identità per cittadini UE, visti o permessi di soggiorno per cittadini extra-UE) e monitorare i flussi di traffico in tempo reale della Guardia di Frontiera.
I viaggiatori d’affari frequenti dovrebbero inoltre tenere a portata di mano prove di alloggio e inviti a incontri, dato che sono stati annunciati controlli a campione. L’episodio evidenzia una tendenza più ampia di “Schengen à la carte” emersa dalla crisi migratoria del 2015 e accentuata dalla pressione ibrida al confine orientale della Polonia nel 2025. I responsabili della mobilità potrebbero dover considerare le rotte terrestri dell’Europa centrale come frontiere quasi esterne per il prossimo futuro.
La decisione arriva dopo mesi di lamentele da parte di Varsavia, che accusa Berlino di aver spinto i migranti in cerca di asilo a tornare in Polonia a causa dei controlli unilaterali introdotti lo scorso anno in risposta ai flussi irregolari lungo la cosiddetta “rotta bielorussa”. Secondo il Ministero dell’Interno polacco, la polizia tedesca ha rimandato oltre 1.300 migranti sul territorio polacco da maggio 2025.
Il Primo Ministro Donald Tusk ha dichiarato ai giornalisti che sono necessarie misure “simmetriche e temporanee” “finché i nostri vicini manterranno sospeso Schengen”. Dal punto di vista della mobilità e del business, la principale preoccupazione riguarda le congestioni. La Direzione Generale per le Strade Nazionali e le Autostrade (GDDKiA) convoglierà il traffico in corsie di ispezione singole sui principali corridoi autostradali, esponendo camionisti e turisti a code lunghe chilometri.
L’associazione polacca dei trasportatori ZMPD avverte che ritardi di appena due ore possono compromettere i tempi di guida previsti dalla legge e causare penali contrattuali per consegne just-in-time. Anche gli albergatori delle zone di confine temono cancellazioni dell’ultimo minuto, poiché i turisti tedeschi potrebbero cercare alternative per vacanze senza intoppi.
Sebbene la normativa sia inizialmente valida fino al 5 agosto, le autorità ammettono che potrebbe essere prorogata per tutta la stagione estiva. Le aziende con rotazioni di personale transfrontaliero o catene di approvvigionamento critiche sono quindi invitate a prevedere tempi supplementari nei piani di trasporto, informare gli autisti sui documenti necessari (passaporti o carte d’identità per cittadini UE, visti o permessi di soggiorno per cittadini extra-UE) e monitorare i flussi di traffico in tempo reale della Guardia di Frontiera.
I viaggiatori d’affari frequenti dovrebbero inoltre tenere a portata di mano prove di alloggio e inviti a incontri, dato che sono stati annunciati controlli a campione. L’episodio evidenzia una tendenza più ampia di “Schengen à la carte” emersa dalla crisi migratoria del 2015 e accentuata dalla pressione ibrida al confine orientale della Polonia nel 2025. I responsabili della mobilità potrebbero dover considerare le rotte terrestri dell’Europa centrale come frontiere quasi esterne per il prossimo futuro.
Fonte: Rzeczpospolita
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