
Cipro potrebbe sapere già questa settimana se sarà invitata a entrare nell’area Schengen, senza passaporti, dopo che il ministro degli Esteri Constantinos Kombos ha dichiarato ai deputati il 7 luglio che il Collegio dei Commissari esaminerà il dossier dell’isola "entro pochi giorni". Dopo una riunione parlamentare, Kombos ha spiegato che Nicosia è in contatto informale con funzionari UE e NATO riuniti ad Ankara per garantire che le preoccupazioni di sicurezza di Cipro siano comprese prima del voto del Consiglio previsto per la prossima estate. L’ingresso in Schengen abolirebbe i controlli documentali sui voli tra Cipro e 29 Stati europei, risparmiando ai viaggiatori circa 15 minuti per spostamento e permettendo agli aeroporti di Larnaca e Pafos di riassegnare oltre 60 agenti di frontiera a compiti anti-traffico. Le compagnie aeree prevedono inoltre una maggiore domanda per city break nei weekend una volta attivato il regime senza confini, aumentando l’occupazione dei posti durante la bassa stagione invernale. Tuttavia, Kombos ha avvertito che il via libera di Bruxelles non garantisce l’approvazione unanime degli Stati membri, alcuni dei quali hanno sollevato preoccupazioni sulle rotte migratorie legate alla vicinanza di Cipro al Medio Oriente. Nella stessa conferenza ha confermato che la candidatura separata di Cipro per entrare nel Programma di esenzione dal visto USA resta "congelata" nonostante il rispetto dei parametri tecnici di rifiuto: Washington sta rivedendo l’impatto migratorio del programma a livello globale. Per i responsabili dei viaggi aziendali, i segnali contrastanti rafforzano la necessità di piani di emergenza doppi: se l’ingresso in Schengen sarà approvato, le carte d’identità basteranno per i viaggi intra-UE dei cittadini ciprioti già dal primo trimestre 2027; ma chi deve recarsi negli Stati Uniti dovrà ancora considerare tempi di attesa per colloqui in ambasciata fino a 100 giorni. I consulenti sottolineano inoltre che l’adesione a Schengen eliminerebbe uno degli ultimi vantaggi pratici di avere la sede centrale a Malta anziché a Cipro. Il Ministero degli Esteri, con un budget ancora inferiore all’1% della spesa pubblica totale, sta ampliando la sua presenza diplomatica in Africa e Asia centrale per promuovere l’agenda della mobilità cipriota. Kombos ha assicurato che l’esclusione della Turchia da alcuni fondi di difesa UE non ostacolerà il percorso di Cipro verso Schengen, ma gli analisti ritengono che la posizione di Ankara potrebbe comunque influenzare i singoli voti in Consiglio.
Fonte: Politis
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