
L'Autorità Federale per l'Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale degli Emirati Arabi Uniti (ICP) ha pubblicato la matrice consolidata per l'ingresso nel 2026, confermando l'accesso senza visto per 70 nazionalità e opzioni di visto all'arrivo a più livelli per molte altre. Il sito nigeriano Legit.ng ha rivelato la notizia dopo aver esaminato la nuova lista, entrata in vigore l'8 luglio 2026.
Punti chiave: i cittadini di tutti gli stati del GCC restano completamente esenti dalle formalità di visto, mentre i cittadini di 49 paesi, per lo più membri dell'OCSE, possono soggiornare senza visto per 90 giorni entro un periodo di 180 giorni. Altri 13 paesi – tra cui Malesia, Hong Kong SAR e Kazakistan – ottengono 30 giorni di visto all'arrivo. Infine, l'ICP ha ampliato la categoria condizionata di visto all'arrivo di 14/60 giorni a sette paesi (India, Indonesia, Kenya, Filippine, Sudafrica, Thailandia, Vietnam), a patto che i viaggiatori siano in possesso di un permesso di soggiorno valido rilasciato da un paese terzo approvato come USA, UE o Giappone.
Per i team di mobilità e gestione dei rischi di viaggio, la lista offre una chiarezza molto attesa dopo due anni di annunci frammentari. I responsabili delle assegnazioni internazionali possono ora aggiornare con sicurezza le politiche aziendali, i flussi di lavoro per l'immigrazione e gli strumenti di prenotazione online. L'ampliamento del gruppo dei 90 giorni semplifica anche le missioni a breve termine a Dubai e Abu Dhabi: non sono richiesti sponsor locali, garanzie bancarie o visite mediche per soggiorni inferiori a tre mesi. Al contrario, le aziende che reclutano talenti da paesi non inclusi nella lista devono continuare a prevedere tempi più lunghi per i permessi di ingresso.
L'ICP ha ribadito che le multe per il soggiorno oltre il termine sono aumentate a 50 AED al giorno per tutte le categorie, senza esenzioni legate alla pandemia. Le compagnie aeree sono responsabili delle sanzioni per il rimpatrio se trasportano passeggeri non idonei, quindi sono previsti controlli documentali più rigorosi negli aeroporti di partenza.
Gli analisti interpretano questa pubblicazione come parte della strategia più ampia degli Emirati Arabi Uniti per aumentare la competitività: codificando le regole di ingresso più flessibili in un unico circolare, il governo trasmette un segnale di prevedibilità, un valore prezioso per le sedi multinazionali che valutano opzioni di trasferimento nel Golfo.
Punti chiave: i cittadini di tutti gli stati del GCC restano completamente esenti dalle formalità di visto, mentre i cittadini di 49 paesi, per lo più membri dell'OCSE, possono soggiornare senza visto per 90 giorni entro un periodo di 180 giorni. Altri 13 paesi – tra cui Malesia, Hong Kong SAR e Kazakistan – ottengono 30 giorni di visto all'arrivo. Infine, l'ICP ha ampliato la categoria condizionata di visto all'arrivo di 14/60 giorni a sette paesi (India, Indonesia, Kenya, Filippine, Sudafrica, Thailandia, Vietnam), a patto che i viaggiatori siano in possesso di un permesso di soggiorno valido rilasciato da un paese terzo approvato come USA, UE o Giappone.
Per i team di mobilità e gestione dei rischi di viaggio, la lista offre una chiarezza molto attesa dopo due anni di annunci frammentari. I responsabili delle assegnazioni internazionali possono ora aggiornare con sicurezza le politiche aziendali, i flussi di lavoro per l'immigrazione e gli strumenti di prenotazione online. L'ampliamento del gruppo dei 90 giorni semplifica anche le missioni a breve termine a Dubai e Abu Dhabi: non sono richiesti sponsor locali, garanzie bancarie o visite mediche per soggiorni inferiori a tre mesi. Al contrario, le aziende che reclutano talenti da paesi non inclusi nella lista devono continuare a prevedere tempi più lunghi per i permessi di ingresso.
L'ICP ha ribadito che le multe per il soggiorno oltre il termine sono aumentate a 50 AED al giorno per tutte le categorie, senza esenzioni legate alla pandemia. Le compagnie aeree sono responsabili delle sanzioni per il rimpatrio se trasportano passeggeri non idonei, quindi sono previsti controlli documentali più rigorosi negli aeroporti di partenza.
Gli analisti interpretano questa pubblicazione come parte della strategia più ampia degli Emirati Arabi Uniti per aumentare la competitività: codificando le regole di ingresso più flessibili in un unico circolare, il governo trasmette un segnale di prevedibilità, un valore prezioso per le sedi multinazionali che valutano opzioni di trasferimento nel Golfo.
Fonte: Legit.ng
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