
In una mossa che ha subito fatto scalpore nella comunità degli affari indiani, gli Emirati Arabi Uniti hanno modificato silenziosamente la concessione del visto all’arrivo (VoA) per i cittadini indiani. Dal 8 luglio 2026, i titolari di passaporto indiano che presentano solo un visto britannico o un permesso di soggiorno nel Regno Unito non potranno più ottenere un visto all’arrivo di 14 o 60 giorni negli aeroporti degli Emirati. La modifica è stata confermata in una nota politica diffusa alle compagnie aeree e riportata per la prima volta da The Eastern Herald.
Secondo la regola in vigore da tempo, gli indiani con visti o carte di soggiorno valide di giurisdizioni “fidate” – tra cui USA, Regno Unito, UE e altri – potevano acquistare un VoA al costo di 100/250 AED all’arrivo. Mentre i documenti di USA, UE, Canada, Giappone e altri restano validi, il riconoscimento del Regno Unito è stato rimosso. Fonti del settore spiegano che la modifica segue una revisione congiunta UAE-Regno Unito sulla condivisione dei dati di sicurezza, che ha evidenziato ritardi nella verifica di alcune categorie di visti britannici.
Cosa significa per i responsabili della mobilità? Innanzitutto, i dirigenti indiani in transito da Londra verso Dubai non possono più affidarsi al loro visto Tier-2 o BRP britannico per passare agilmente l’immigrazione negli Emirati. Devono richiedere in anticipo un visto elettronico turistico o business, con un tempo di attesa di circa tre giorni lavorativi e un costo di 370 AED. In secondo luogo, i travel manager devono aggiornare gli strumenti di prenotazione automatizzati per segnalare il nuovo rischio: mercoledì mattina diversi passeggeri sono stati infatti respinti ai banchi check-in di Mumbai e Bengaluru.
Le agenzie di gestione viaggi (TMC) stanno già adeguando i controlli di conformità pre-partenza. Akbar Travels, uno dei principali fornitori di servizi visti, ha avvertito i clienti di aspettarsi un aumento del 15-20% delle richieste di visto per gli Emirati dall’India nel terzo trimestre. Le compagnie aeree, dal canto loro, devono riformare il personale ai gate: non rilevare un passeggero non idoneo comporta una multa di 8.000 AED per il vettore.
Le autorità degli Emirati non hanno ancora chiarito se altri documenti di supporto – come i permessi ‘D’ irlandesi o Schengen – saranno oggetto di revisione. Per ora, le aziende con traffico frequente India-Emirati devono prevedere tempi supplementari nei programmi e informare il personale viaggiante di questo cambiamento.
Secondo la regola in vigore da tempo, gli indiani con visti o carte di soggiorno valide di giurisdizioni “fidate” – tra cui USA, Regno Unito, UE e altri – potevano acquistare un VoA al costo di 100/250 AED all’arrivo. Mentre i documenti di USA, UE, Canada, Giappone e altri restano validi, il riconoscimento del Regno Unito è stato rimosso. Fonti del settore spiegano che la modifica segue una revisione congiunta UAE-Regno Unito sulla condivisione dei dati di sicurezza, che ha evidenziato ritardi nella verifica di alcune categorie di visti britannici.
Cosa significa per i responsabili della mobilità? Innanzitutto, i dirigenti indiani in transito da Londra verso Dubai non possono più affidarsi al loro visto Tier-2 o BRP britannico per passare agilmente l’immigrazione negli Emirati. Devono richiedere in anticipo un visto elettronico turistico o business, con un tempo di attesa di circa tre giorni lavorativi e un costo di 370 AED. In secondo luogo, i travel manager devono aggiornare gli strumenti di prenotazione automatizzati per segnalare il nuovo rischio: mercoledì mattina diversi passeggeri sono stati infatti respinti ai banchi check-in di Mumbai e Bengaluru.
Le agenzie di gestione viaggi (TMC) stanno già adeguando i controlli di conformità pre-partenza. Akbar Travels, uno dei principali fornitori di servizi visti, ha avvertito i clienti di aspettarsi un aumento del 15-20% delle richieste di visto per gli Emirati dall’India nel terzo trimestre. Le compagnie aeree, dal canto loro, devono riformare il personale ai gate: non rilevare un passeggero non idoneo comporta una multa di 8.000 AED per il vettore.
Le autorità degli Emirati non hanno ancora chiarito se altri documenti di supporto – come i permessi ‘D’ irlandesi o Schengen – saranno oggetto di revisione. Per ora, le aziende con traffico frequente India-Emirati devono prevedere tempi supplementari nei programmi e informare il personale viaggiante di questo cambiamento.
Fonte: The Eastern Herald
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