
In un raro intervento ministeriale che mette in luce il lato umano del sistema di immigrazione australiano, Kwong Wan Lo, 83 anni, arrivato come clandestino nel 1981 e vissuto per decenni senza documenti, ha ottenuto la residenza permanente. ABC News ha riportato la notizia il 14 luglio 2026, dopo aver confermato che il Ministro dell’Immigrazione Tony Burke ha utilizzato i suoi poteri d’interesse pubblico per sostituire la decisione precedente con una più favorevole per il signor Lo. Originario di Zhuhai, via Hong Kong, il signor Lo ha trascorso 45 anni in un limbo legale, passando da visti temporanei a rifiuti per cure mediche e numerosi ricorsi falliti. Il suo caso ha guadagnato attenzione grazie alle nuove linee guida del 2025, che danno priorità ai richiedenti vulnerabili con lunga permanenza e senza diritto di ritorno. Gli avvocati dell’immigrazione sottolineano come questa decisione rifletta un cambiamento di politica volto a risolvere i “casi legacy” che gravano sulle risorse comunitarie e sul benessere individuale. Per i datori di lavoro, la vicenda è un promemoria che lavoratori o familiari senza documenti da lungo tempo potrebbero ora avere percorsi più chiari se sussistono motivi umanitari rilevanti. La residenza concessa a Lo apre l’accesso a Medicare e alle pensioni per anziani, evidenziando come lo status del visto incida su salute e servizi sociali, un tema sempre più importante per i team di mobilità globale che gestiscono assegnati e familiari in soggiorni prolungati. I critici, però, avvertono che decisioni ministeriali ad hoc lasciano ancora molti in situazioni simili senza certezze e chiedono un quadro formale per la determinazione dello status di apolide. Pur essendo un caso unico, potrebbe anticipare ulteriori concessioni umanitarie, mentre il governo punta a smaltire l’arretrato e a concentrare l’applicazione della legge su nuovi arrivi irregolari piuttosto che su residenti anziani con forti legami comunitari.
Fonte: ABC News