
Il Ministro del Turismo e del Commercio, Don Farrell, ha svelato nuovi dettagli di bilancio riguardanti la modernizzazione digitale delle frontiere australiane. Intervistato da Newsreel il 15 luglio 2026, il senatore Farrell ha confermato che sono stati stanziati 56,1 milioni di dollari australiani per aggiornare le infrastrutture aeroportuali, in modo che ogni terminal possa gestire la Dichiarazione di Viaggio Australiana (ATD). Il finanziamento coprirà l’installazione di ulteriori chioschi biometrici, il potenziamento del Wi-Fi e l’integrazione delle app delle compagnie aeree con la piattaforma di analisi del rischio del Dipartimento degli Affari Interni.
Durante il progetto pilota biennale guidato da Qantas, l’ATD ha raccolto informazioni sanitarie e di biosicurezza fino a 72 ore prima della partenza, permettendo alle autorità di selezionare i passeggeri ad alto rischio e di far passare direttamente ai SmartGates quelli a basso rischio. Organizzazioni di settore come la Camera di Commercio e Industria Australiana e il Tourism & Transport Forum hanno a lungo fatto pressione per una carta d’arrivo digitale, sottolineando come concorrenti come Singapore e Dubai offrano già processi di e-arrivo senza attriti, molto apprezzati dai dirigenti con poco tempo a disposizione.
Farrell afferma che l’investimento “renderà l’Australia un luogo ancora più facile e accogliente da visitare”, prevedendo una riduzione del 30% dei tempi medi di attesa una volta che il sistema sarà completamente operativo. Oltre a migliorare la comodità per i passeggeri, il progetto è concepito anche come una misura di sicurezza e gestione dati: le dichiarazioni strutturate e leggibili da macchina alimentano direttamente i sistemi di intelligence del Dipartimento degli Affari Interni, consentendo una rapida rivalutazione in caso di nuove epidemie o aggiornamenti delle liste sanzionatorie.
Le aziende trarranno vantaggio da flussi automatici di conformità integrati negli strumenti di prenotazione viaggi, riducendo il carico di pratiche manuali che spesso rallenta le missioni all’estero. L’aggiornamento dell’ATD si inserisce nei piani a lungo termine per un modello biometrico di “viaggiatore senza soluzione di continuità”, delineato nella Strategia Digitale delle Frontiere dello scorso anno, che prevede entro il 2030 un sistema integrato di visto, dogana e biosicurezza tramite riconoscimento facciale.
Durante il progetto pilota biennale guidato da Qantas, l’ATD ha raccolto informazioni sanitarie e di biosicurezza fino a 72 ore prima della partenza, permettendo alle autorità di selezionare i passeggeri ad alto rischio e di far passare direttamente ai SmartGates quelli a basso rischio. Organizzazioni di settore come la Camera di Commercio e Industria Australiana e il Tourism & Transport Forum hanno a lungo fatto pressione per una carta d’arrivo digitale, sottolineando come concorrenti come Singapore e Dubai offrano già processi di e-arrivo senza attriti, molto apprezzati dai dirigenti con poco tempo a disposizione.
Farrell afferma che l’investimento “renderà l’Australia un luogo ancora più facile e accogliente da visitare”, prevedendo una riduzione del 30% dei tempi medi di attesa una volta che il sistema sarà completamente operativo. Oltre a migliorare la comodità per i passeggeri, il progetto è concepito anche come una misura di sicurezza e gestione dati: le dichiarazioni strutturate e leggibili da macchina alimentano direttamente i sistemi di intelligence del Dipartimento degli Affari Interni, consentendo una rapida rivalutazione in caso di nuove epidemie o aggiornamenti delle liste sanzionatorie.
Le aziende trarranno vantaggio da flussi automatici di conformità integrati negli strumenti di prenotazione viaggi, riducendo il carico di pratiche manuali che spesso rallenta le missioni all’estero. L’aggiornamento dell’ATD si inserisce nei piani a lungo termine per un modello biometrico di “viaggiatore senza soluzione di continuità”, delineato nella Strategia Digitale delle Frontiere dello scorso anno, che prevede entro il 2030 un sistema integrato di visto, dogana e biosicurezza tramite riconoscimento facciale.
Fonte: Newsreel