
Mentre il tifone Bavi continua a indebolirsi, le autorità cinesi il 15 luglio hanno stanziato fondi di emergenza e inviato squadre logistiche per ripristinare i collegamenti di trasporto nelle province più colpite. Il Quartier Generale per il Controllo delle Inondazioni e il Soccorso dalla Siccità ha intensificato le risposte di emergenza a Jilin e Liaoning, abbassando invece gli allarmi altrove, permettendo la riapertura di aeroporti e porti marittimi. Secondo il Ministero dei Trasporti, le restrizioni autostradali in Jiangsu e Zhejiang sono state revocate durante la notte, e China Eastern ha gradualmente ripreso i voli dagli aeroporti di Shanghai Hongqiao e Wenzhou. Gli operatori ferroviari hanno riattivato i servizi ad alta velocità interurbani sulle linee Nanchino–Hangzhou e Ningbo–Taizhou, fondamentali per il trasporto di aiuti e viaggiatori d’affari. L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione ha confermato che i varchi automatizzati biometrici negli aeroporti di Shanghai Pudong e Hangzhou — temporaneamente chiusi durante le ore di punta della tempesta — sono nuovamente operativi. I passeggeri stranieri idonei all’ingresso senza visto per 30 giorni possono nuovamente utilizzare le corsie rapide biometriche; eventuali soggiorni prolungati a causa di cancellazioni legate al maltempo saranno giustificati, a condizione che i viaggiatori partano entro 24 ore dal prossimo volo disponibile. Per i responsabili della mobilità, la principale indicazione operativa è che le compagnie aeree stanno rinunciando alle penali di modifica fino al 18 luglio per gli itinerari che coinvolgono il Delta del Fiume Yangtze. Le aziende dovrebbero verificare i viaggi imminenti dei propri dipendenti e riprenotare sui servizi ripristinati, assicurandosi che i nuovi dettagli di volo vengano caricati nel mini-programma obbligatorio cinese per la dichiarazione sanitaria di 144 ore prima della partenza. Sebbene le infrastrutture siano in gran parte tornate operative, i meteorologi avvertono di piogge intense residue nelle province settentrionali che potrebbero causare ritardi secondari. Le aziende con personale in viaggio verso Pechino o Shenyang nelle prossime 72 ore dovrebbero mantenere flessibilità nelle rotte, passando per hub intatti come Xi’an o Guangzhou.
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