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Il Ministro belga per l’Asilo dimezza la capacità di accoglienza a Bruxelles, scatenando allarmi per una ‘crisi sociale’

lug 18, 2026
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Il Ministro belga per l’Asilo dimezza la capacità di accoglienza a Bruxelles, scatenando allarmi per una ‘crisi sociale’
Il Ministro belga per l’Asilo e la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha confermato il 17 luglio che ridurrà ulteriormente di 700 i posti di accoglienza per richiedenti asilo nella Regione di Bruxelles-Capitale, oltre ai 300 già eliminati a fine giugno. La decisione taglia di fatto del 50% il cosiddetto “Brussels Deal”, un accordo del 2022 con cui il governo federale finanzia 2.000 posti letto in centri gestiti da ONG locali per alleviare la pressione sulla rete Fedasil, ormai satura. Van Bossuyt sostiene che le liste d’attesa per uomini soli sono scese a circa 1.000, metà dei quali ospitati da amici o parenti, rendendo la piena capacità “un uso irresponsabile dei soldi dei contribuenti”. Assicura che entro fine anno tutti i richiedenti asilo idonei saranno accolti nella rete federale, permettendo così la completa eliminazione del programma brussellese. I critici replicano che la ministra gioca con le statistiche: il Ministro del Welfare di Bruxelles, Ahmed Laaouej (PS), e il Ministro delle Finanze, Dirk De Smedt (Anders), avvertono che i centri restano pieni e che centinaia di persone vulnerabili rischiano di dormire per strada una volta applicati i nuovi tagli. Gli esperti di immigrazione e lavoro osservano con attenzione, poiché la riduzione della capacità di accoglienza può rallentare le procedure di registrazione e il rilascio delle carte d’identità per i richiedenti protezione che poi entrano nel mercato del lavoro. In settori come la logistica, la trasformazione alimentare e l’assistenza – tutti attualmente in carenza di personale in Belgio – i datori di lavoro dipendono da un accesso tempestivo a risorse umane riconosciute come rifugiati. Un collo di bottiglia prolungato potrebbe spingere più beneficiari verso mercati del lavoro vicini, minando l’attrattività del Belgio. Le associazioni per i diritti umani temono inoltre ripercussioni sull’ordine pubblico e la mobilità urbana, ricordando che i campi improvvisati di tende vicino alla stazione di Bruxelles Nord nel 2024 e 2025 hanno generato incidenti di sicurezza e sovraccaricato i nodi di trasporto locali. Il Governo Regionale di Bruxelles sta valutando soluzioni di accoglienza d’emergenza per l’inverno e ha invitato il livello federale a consultarsi prima di procedere. L’episodio mette in luce la spaccatura politica all’interno della coalizione di governo belga sulle priorità nella gestione della migrazione. Mentre l’N-VA di Van Bossuyt vede nella riduzione della capacità un deterrente, i partiti francofoni la considerano una violazione degli obblighi umanitari. Gli stakeholder prevedono che la questione tornerà al centro del dibattito con il bilancio federale di settembre, con le associazioni imprenditoriali pronte a fare pressione per un compromesso pragmatico che mantenga un’accoglienza ordinata senza far esplodere i costi.
Fonte: The Brussels Times

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