
La Australian Border Force (ABF) ha pubblicato silenziosamente il suo rapporto annuale Regulator Stocktake il 18 luglio 2026, offrendo la panoramica più completa finora su come l’agenzia intende bilanciare facilitazione e controllo nell’anno a venire. Il documento di 38 pagine, che copre tutto, dalle designazioni dei porti di ingresso secondo il Customs Act 1901 ai nuovi programmi di conformità basati sui dati rivolti ai viaggiatori “ad alto rischio”, è una lettura imprescindibile per i team di mobilità globale.
I punti chiave includono l’impegno dell’ABF ad espandere il programma Australian Trusted Trader (ATT) per includere i travel manager aziendali accreditati entro metà 2027, permettendo uno sdoganamento rapido per i viaggiatori d’affari pre-verificati, simile ai vantaggi già esistenti per il cargo. L’agenzia ha inoltre confermato la sperimentazione di SmartGates biometrici esclusivi, che consentiranno ai titolari di passaporto idonei di superare i controlli di immigrazione e dogana in meno di 60 secondi, con prove previste a Brisbane e Perth entro fine anno.
Per i datori di lavoro che sponsorizzano titolari di visti Temporary Skill Shortage (TSS) e altri permessi di lavoro, l’ABF ha annunciato un monitoraggio post-arrivo più rigoroso. L’incrocio dati tra l’Agenzia delle Entrate e il Ministero degli Interni sarà utilizzato per individuare discrepanze salariali e possibili violazioni delle condizioni del visto. Le aziende che fanno affidamento su frequenti rotazioni fly-in-fly-out (FIFO) sono state invitate a garantire che i dati di busta paga e turni siano accurati e aggiornati, per evitare multe che possono superare i 18.000 AUD per lavoratore.
Il rapporto delinea anche una strategia rinnovata per la sorveglianza marittima, segnalando un aumento del 12% anno su anno degli arrivi non autorizzati di piccole imbarcazioni. Pur mantenendo la politica governativa che “nessuno che tenti di arrivare illegalmente via mare sarà insediato in Australia”, il documento sottolinea la necessità di cooperazione regionale e condivisione di intelligence con Indonesia e paesi del Pacifico.
In pratica, i responsabili della mobilità dovrebbero informare i viaggiatori che gli agenti ABF avranno poteri discrezionali più ampi per effettuare controlli sui dispositivi digitali in caso di sospetti ragionevoli di violazioni doganali o migratorie. Trasportare dati riservati dei clienti oltre confine potrebbe quindi comportare nuovi rischi di conformità. Le multinazionali potrebbero voler rivedere i protocolli di gestione dei dati e fornire dispositivi puliti in prestito per incarichi a breve termine.
I punti chiave includono l’impegno dell’ABF ad espandere il programma Australian Trusted Trader (ATT) per includere i travel manager aziendali accreditati entro metà 2027, permettendo uno sdoganamento rapido per i viaggiatori d’affari pre-verificati, simile ai vantaggi già esistenti per il cargo. L’agenzia ha inoltre confermato la sperimentazione di SmartGates biometrici esclusivi, che consentiranno ai titolari di passaporto idonei di superare i controlli di immigrazione e dogana in meno di 60 secondi, con prove previste a Brisbane e Perth entro fine anno.
Per i datori di lavoro che sponsorizzano titolari di visti Temporary Skill Shortage (TSS) e altri permessi di lavoro, l’ABF ha annunciato un monitoraggio post-arrivo più rigoroso. L’incrocio dati tra l’Agenzia delle Entrate e il Ministero degli Interni sarà utilizzato per individuare discrepanze salariali e possibili violazioni delle condizioni del visto. Le aziende che fanno affidamento su frequenti rotazioni fly-in-fly-out (FIFO) sono state invitate a garantire che i dati di busta paga e turni siano accurati e aggiornati, per evitare multe che possono superare i 18.000 AUD per lavoratore.
Il rapporto delinea anche una strategia rinnovata per la sorveglianza marittima, segnalando un aumento del 12% anno su anno degli arrivi non autorizzati di piccole imbarcazioni. Pur mantenendo la politica governativa che “nessuno che tenti di arrivare illegalmente via mare sarà insediato in Australia”, il documento sottolinea la necessità di cooperazione regionale e condivisione di intelligence con Indonesia e paesi del Pacifico.
In pratica, i responsabili della mobilità dovrebbero informare i viaggiatori che gli agenti ABF avranno poteri discrezionali più ampi per effettuare controlli sui dispositivi digitali in caso di sospetti ragionevoli di violazioni doganali o migratorie. Trasportare dati riservati dei clienti oltre confine potrebbe quindi comportare nuovi rischi di conformità. Le multinazionali potrebbero voler rivedere i protocolli di gestione dei dati e fornire dispositivi puliti in prestito per incarichi a breve termine.
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