
Gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un nuovo traguardo nella loro campagna ventennale per potenziare la mobilità globale dei propri cittadini. L’ultimo Henley Passport Index, pubblicato il 22 luglio 2026, mostra il passaporto degli Emirati Arabi Uniti balzare di tre posizioni, raggiungendo il 2° posto mondiale con accesso senza visto o con visto all’arrivo in 188 destinazioni. L’unico passaporto che apre più porte è quello di Singapore, con 192 destinazioni. Il salto degli Emirati rappresenta anche il più grande progresso in 20 anni nella storia dell’indice, avendo aggiunto 153 destinazioni senza visto dal 2006.
Diplomatici e consulenti per la migrazione sottolineano che questo risultato corona anni di diplomazia sui visti, accordi commerciali bilaterali e trattati di investimento reciproci che hanno posizionato gli Emirati come partner neutrali in un contesto di crescente rivalità geopolitica. Solo tra il 2024 e il 2026, Abu Dhabi ha firmato Accordi di Partenariato Economico Completo (CEPA) con Indonesia, Turchia, Corea del Sud e, più recentemente, Kenya, ciascuno con allegati sulla mobilità che hanno aperto la strada a esenzioni per visti di breve durata.
Per le imprese, questa classifica si traduce in una maggiore rapidità nelle trattative e costi di conformità ridotti, poiché i dirigenti emiratini possono volare quasi ovunque con breve preavviso senza lunghe pratiche burocratiche. L’upgrade ha anche implicazioni interne: in passato, alcuni emiratini sceglievano una seconda cittadinanza per evitare le code per i visti Schengen o nordamericani. Ora i consulenti segnalano un netto calo di queste richieste, risparmiando alle famiglie decine di migliaia di dirham in tasse per la cittadinanza per investimento.
Le aziende di travel-tech prevedono un aumento del 12% della domanda di viaggi last-minute per il tempo libero questo inverno, basandosi sui dati di prenotazione del 2025, anno in cui il passaporto emiratino è entrato per la prima volta nella top five globale. I responsabili HR e della mobilità internazionale dovrebbero rivedere le politiche di viaggio aziendale che ancora presuppongono la necessità di visti anticipati per il personale emiratino. L’app del ministero degli Esteri “UAE Passports” contiene già un elenco aggiornato delle destinazioni e delle condizioni di ingresso; i team interni di viaggio sono invitati a sincronizzare di conseguenza i propri dashboard di duty of care.
Dove rimangono obbligatori i controlli biometrici pre-partenza o le autorizzazioni elettroniche di viaggio (ETA), come il prossimo sistema ETIAS dell’UE, le aziende dovrebbero integrare i nuovi passaggi digitali con largo anticipo rispetto alla data di entrata in vigore del 2027. Guardando al futuro, i funzionari lasciano intendere che ulteriori progressi sono possibili. Durante la diretta Henley, l’inviato economico degli Emirati, Dr. Thani Al-Zeyoudi, ha dichiarato che i negoziati commerciali in corso con Brasile e Vietnam includono “capitoli ambiziosi sulla mobilità”. Se conclusi, gli analisti ritengono che gli Emirati potrebbero eguagliare o addirittura superare Singapore nei prossimi due anni, consolidando il loro ruolo di ponte tra Nord e Sud del mondo.
Diplomatici e consulenti per la migrazione sottolineano che questo risultato corona anni di diplomazia sui visti, accordi commerciali bilaterali e trattati di investimento reciproci che hanno posizionato gli Emirati come partner neutrali in un contesto di crescente rivalità geopolitica. Solo tra il 2024 e il 2026, Abu Dhabi ha firmato Accordi di Partenariato Economico Completo (CEPA) con Indonesia, Turchia, Corea del Sud e, più recentemente, Kenya, ciascuno con allegati sulla mobilità che hanno aperto la strada a esenzioni per visti di breve durata.
Per le imprese, questa classifica si traduce in una maggiore rapidità nelle trattative e costi di conformità ridotti, poiché i dirigenti emiratini possono volare quasi ovunque con breve preavviso senza lunghe pratiche burocratiche. L’upgrade ha anche implicazioni interne: in passato, alcuni emiratini sceglievano una seconda cittadinanza per evitare le code per i visti Schengen o nordamericani. Ora i consulenti segnalano un netto calo di queste richieste, risparmiando alle famiglie decine di migliaia di dirham in tasse per la cittadinanza per investimento.
Le aziende di travel-tech prevedono un aumento del 12% della domanda di viaggi last-minute per il tempo libero questo inverno, basandosi sui dati di prenotazione del 2025, anno in cui il passaporto emiratino è entrato per la prima volta nella top five globale. I responsabili HR e della mobilità internazionale dovrebbero rivedere le politiche di viaggio aziendale che ancora presuppongono la necessità di visti anticipati per il personale emiratino. L’app del ministero degli Esteri “UAE Passports” contiene già un elenco aggiornato delle destinazioni e delle condizioni di ingresso; i team interni di viaggio sono invitati a sincronizzare di conseguenza i propri dashboard di duty of care.
Dove rimangono obbligatori i controlli biometrici pre-partenza o le autorizzazioni elettroniche di viaggio (ETA), come il prossimo sistema ETIAS dell’UE, le aziende dovrebbero integrare i nuovi passaggi digitali con largo anticipo rispetto alla data di entrata in vigore del 2027. Guardando al futuro, i funzionari lasciano intendere che ulteriori progressi sono possibili. Durante la diretta Henley, l’inviato economico degli Emirati, Dr. Thani Al-Zeyoudi, ha dichiarato che i negoziati commerciali in corso con Brasile e Vietnam includono “capitoli ambiziosi sulla mobilità”. Se conclusi, gli analisti ritengono che gli Emirati potrebbero eguagliare o addirittura superare Singapore nei prossimi due anni, consolidando il loro ruolo di ponte tra Nord e Sud del mondo.
Fonte: Aletihad News Center
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