
In una mossa storica dal forte impatto geopolitico, la Commissione Giustizia del Congresso dei Deputati spagnolo ha approvato il 23 luglio un disegno di legge che concede la cittadinanza spagnola alle persone nate nel Sahara Occidentale durante l’amministrazione spagnola e ai loro discendenti. Sostenuto dalla coalizione di governo PSOE-Sumar e dagli alleati di sinistra, e contrastato da Vox, il testo passerà ora al voto in plenaria a settembre prima di essere esaminato dal Senato. Europa Press stima che fino a 80.000 saharawi potrebbero beneficiarne. I richiedenti dovranno dimostrare i legami tramite documenti storici spagnoli (DNI, ricevute del censimento ONU, certificati di nascita) e potranno usufruire di un percorso di residenza semplificato di due anni, rispetto ai dieci standard. Il testo finale riduce l’entrata in vigore a quattro mesi dalla pubblicazione e prevede l’esenzione dalle tasse di domanda per tre anni. Per i datori di lavoro, in particolare le aziende agricole e i fornitori di servizi lungo la costa meridionale della Spagna, dove molti saharawi già lavorano, la legge potrebbe regolarizzare una parte della forza lavoro, facilitando la conformità alle assunzioni e le richieste di ricongiungimento familiare. Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un aumento delle pratiche a partire dal quarto trimestre del 2026; i team HR dovranno prevedere budget per la notarizzazione e la traduzione dei documenti storici. Sul piano diplomatico, la mossa riapre il dibattito sulla posizione della Spagna riguardo al piano di autonomia del Marocco per il territorio conteso. Gli osservatori si aspettano che Rabat segua attentamente l’attuazione, mentre i gruppi pro-saharawi salutano il disegno di legge come una giustizia storica a lungo attesa. Le imprese dovrebbero monitorare eventuali rallentamenti temporanei nei consolati, qualora la domanda sovraccarichi le missioni spagnole in Nord Africa.
Fonte: Europa Press
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