
In una sentenza con possibili ripercussioni sulla mobilità e sui diritti civili, il giudice istruttore di Madrid Juan Carlos Peinado ha ribadito il 23 luglio che Begoña Gómez—moglie del Primo Ministro Pedro Sánchez—e la consigliera presidenziale Cristina Álvarez devono presentarsi di persona per ritirare i loro passaporti sequestrati, nonostante la Corte Provinciale avesse ordinato il loro immediato rilascio la scorsa settimana. I passaporti erano stati confiscati ad aprile nell’ambito di un’indagine per traffico di influenze. Gli avvocati sostengono che la trattenuta continua violi l’articolo 19 della Costituzione spagnola (libertà di movimento) e potrebbe infrangere le norme UE sulla libera circolazione qualora le donne dovessero viaggiare all’interno dello spazio Schengen. La difesa ha presentato un ricorso urgente, insistendo che l’esecuzione della decisione della corte superiore spetti all’ufficio del cancelliere, non al giudice istruttore. Sebbene il caso sia politicamente delicato, rappresenta anche un monito sul fatto che i tribunali spagnoli possono e applicano restrizioni sui documenti di viaggio che limitano la possibilità di dirigenti e familiari di lasciare il Paese. I consulenti per la mobilità dovrebbero monitorare i procedimenti legali che coinvolgono personale chiave e consigliare i dipendenti interessati su alternative di identificazione (ad esempio, carte d’identità nazionali per cittadini UE) e sulle procedure per passaporti d’emergenza presso Madrid-Barajas T4. L’episodio potrebbe accelerare le richieste nel mondo giuridico di limiti normativi più chiari sui sequestri di passaporti, allineando la Spagna alla recente giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che considera sproporzionati i divieti di viaggio generalizzati, a meno che il rischio di fuga non sia “concreto e individualizzato”. Se confermata, la sentenza della Corte Provinciale potrebbe diventare un punto di riferimento per futuri casi aziendali in cui dirigenti si trovino a dover affrontare il sequestro precauzionale del passaporto.
Fonte: El Constitucional
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