
La Francia ha confermato il 23 luglio il suo sostegno a una proposta dell’UE di negare i visti Schengen a chi ha “combattuto attivamente nelle forze armate russe” durante la guerra in Ucraina. Durante il briefing quotidiano al Quai d’Orsay, la portavoce del ministero degli Esteri, Anne-Claire Legendre, ha dichiarato che Parigi ha approvato il principio inserito nel 21° pacchetto di sanzioni dell’UE adottato quella mattina, precisando però che sarà necessario un atto giuridico separato per attuare il divieto di viaggio. La nuova misura integra le ampie restrizioni finanziarie rivolte a 40 entità militari-industriali e oltre 180 individui. In precedenza, la Francia si era mostrata riluttante a un embargo totale sui prodotti ittici richiesto da alcuni Stati membri, ma i diplomatici sottolineano un ampio consenso sulle sanzioni alla mobilità, dovuto al timore che ex combattenti possano sfruttare la libertà di movimento Schengen per sfuggire alla giustizia o condurre operazioni di influenza. In pratica, la politica obbligherà i consolati francesi nel mondo a verificare le domande di visto a breve e lungo termine incrociandole con le liste di controllo UE dei veterani russi. Le aziende che impiegano cittadini russi — anche se con sede in Francia — potrebbero essere sottoposte a controlli più rigorosi se il personale ha precedenti militari. I responsabili della mobilità sono invitati a verificare i fascicoli del personale e a essere pronti a dimostrare che i trasferiti non hanno esperienze di combattimento. Gli esperti legali prevedono ricorsi davanti alle corti UE, sostenendo che un divieto generalizzato potrebbe violare il principio di valutazione individuale previsto dal Codice dei visti. Parigi assicura che la misura sarà applicata “in modo proporzionato” e con possibilità di ricorso, ma avverte che la prova della partecipazione attiva alle ostilità comporterà un rifiuto automatico. Per ora, l’annuncio segnala la volontà della Francia di utilizzare i controlli sulla mobilità come leva di politica estera, aggiungendo un ulteriore livello di conformità per le aziende che trasferiscono talenti russi nelle loro sedi francesi.
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