
Il Ministero degli Affari Esteri ha pubblicato silenziosamente un aggiornamento il 24 luglio 2026, confermando che i cittadini di tutti i 48 Paesi meno sviluppati (LDC) riconosciuti dalle Nazioni Unite non dovranno più pagare le tasse per il visto quando richiedono visti per affari o lavoro in India. La misura, discussa per la prima volta al Vertice India-Africa sulla Crescita a giugno, è ora ufficialmente in vigore ed è già stata comunicata alle ambasciate indiane nel mondo. L’esenzione riguarda vicini come Afghanistan, Bangladesh, Bhutan e Nepal, oltre a partner africani chiave come Etiopia, Tanzania, Uganda e Zambia. I richiedenti devono comunque presentare la documentazione abituale e superare i controlli di sicurezza sull’immigrazione, ma la tassa governativa da 12.000 a 45.000 INR (120-300 USD a seconda della validità) è stata azzerata; resta invece dovuto, se applicabile, il supplemento di 4.500 INR (60 USD) per il Fondo di Assistenza alla Comunità Indiana. Per le multinazionali, il cambiamento elimina un costo fastidioso che spesso scoraggiava piccoli fornitori e appaltatori dal mandare personale in India. Le associazioni commerciali di Nairobi, Dhaka e Phnom Penh hanno dichiarato a Global Mobility News che l’esenzione renderà “significativamente più economico” inviare ingegneri e team di vendita per progetti a breve termine, soprattutto quando sono richiesti ingressi multipli in un arco di cinque anni. I committenti indiani, nel frattempo, avranno accesso più rapido a tecnici stranieri in un momento in cui i progetti infrastrutturali, energetici rinnovabili e di costruzione procedono più velocemente rispetto alla capacità locale di personale. Praticamente, i responsabili della mobilità dovrebbero aggiornare i modelli di budget e avvisare i fornitori terzi: VFS Global e altri outsourcer continueranno a richiedere le proprie tariffe di servizio, ma la quota governativa non dovrà più comparire nelle fatture. I viaggiatori devono inoltre essere ricordati che biometria e, se necessario, il modulo di autodichiarazione Ebola devono ancora essere completati prima della partenza. Questa sospensione delle tariffe si inserisce nella più ampia diplomazia indiana “Neighbourhood First” e “Global South” e integra l’estensione dell’idoneità all’e-Visa a oltre 190 Paesi. I funzionari hanno lasciato intendere che ulteriori incentivi — come corsie preferenziali per i cittadini LDC — potrebbero seguire se l’adesione sarà forte nei prossimi sei mesi.
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