
La stagione delle vacanze all’aeroporto di Cracovia-Balice ha preso una piega spiacevole lo scorso weekend, quando gli agenti della Guardia di Frontiera hanno negato l’imbarco a diversi bambini cittadini polacchi perché in possesso di passaporti errati o privi di documenti. I dettagli resi noti il 27 luglio 2026 raccontano di cinque episodi distinti che hanno coinvolto minorenni diretti nel Regno Unito e in Turchia.
Nel caso più eclatante, una bambina di otto anni si è presentata al gate con un passaporto elettronico annullato dopo essere stato denunciato come smarrito. Non avendo altri documenti validi che attestassero la cittadinanza polacca, le è stato impedito di uscire dal Paese. Domenica, gli agenti hanno fermato quattro minori con doppia cittadinanza che viaggiavano con passaporti americani sotto la supervisione di nonni e zia. Sebbene i cittadini con doppia nazionalità possano utilizzare un passaporto straniero per entrare in molti Paesi, la legge polacca impone di uscire dal territorio nazionale con un documento d’identità polacco valido. I ragazzi sono stati respinti, costringendo gli adulti a rinunciare al viaggio e a riprenotare dopo aver ottenuto i documenti polacchi.
Un altro caso ha riguardato una sedicenne con doppia cittadinanza diretta a Londra-Heathrow. I registri EES hanno evidenziato che il suo soggiorno nell’area Schengen aveva già superato i 90 giorni consentiti e lei non possedeva un passaporto polacco per dimostrare il diritto alla libera circolazione. Gli agenti hanno spiegato che, in caso di nuovo tentativo di uscita senza regolarizzare la sua posizione, sarebbero scattate sanzioni per il soggiorno oltre il limite.
Questi episodi mettono in luce un problema ricorrente per le famiglie espatriate e i dipartimenti HR multinazionali: i cittadini con doppia nazionalità spesso sottovalutano l’obbligo di portare entrambi i passaporti quando lasciano il Paese di origine. La Guardia di Frontiera polacca ha dichiarato che, nelle prime tre settimane delle vacanze estive, i problemi documentali hanno rappresentato il 22% di tutti i casi di rifiuto di uscita a Cracovia-Balice.
I consulenti per la gestione dei rischi di viaggio raccomandano alle aziende di inviare promemoria a dipendenti e familiari accompagnatori: i cittadini polacchi, indipendentemente da una seconda nazionalità, devono uscire e rientrare in Polonia con documenti polacchi validi, e i genitori devono verificare che i passaporti dei figli siano validi per tutta la durata del viaggio. Le compagnie aeree possono negare l’imbarco al check-in in assenza dei documenti richiesti, ma come dimostra questo weekend, i problemi più gravi e i costi imprevisti emergono spesso solo al controllo passaporti.
Nel caso più eclatante, una bambina di otto anni si è presentata al gate con un passaporto elettronico annullato dopo essere stato denunciato come smarrito. Non avendo altri documenti validi che attestassero la cittadinanza polacca, le è stato impedito di uscire dal Paese. Domenica, gli agenti hanno fermato quattro minori con doppia cittadinanza che viaggiavano con passaporti americani sotto la supervisione di nonni e zia. Sebbene i cittadini con doppia nazionalità possano utilizzare un passaporto straniero per entrare in molti Paesi, la legge polacca impone di uscire dal territorio nazionale con un documento d’identità polacco valido. I ragazzi sono stati respinti, costringendo gli adulti a rinunciare al viaggio e a riprenotare dopo aver ottenuto i documenti polacchi.
Un altro caso ha riguardato una sedicenne con doppia cittadinanza diretta a Londra-Heathrow. I registri EES hanno evidenziato che il suo soggiorno nell’area Schengen aveva già superato i 90 giorni consentiti e lei non possedeva un passaporto polacco per dimostrare il diritto alla libera circolazione. Gli agenti hanno spiegato che, in caso di nuovo tentativo di uscita senza regolarizzare la sua posizione, sarebbero scattate sanzioni per il soggiorno oltre il limite.
Questi episodi mettono in luce un problema ricorrente per le famiglie espatriate e i dipartimenti HR multinazionali: i cittadini con doppia nazionalità spesso sottovalutano l’obbligo di portare entrambi i passaporti quando lasciano il Paese di origine. La Guardia di Frontiera polacca ha dichiarato che, nelle prime tre settimane delle vacanze estive, i problemi documentali hanno rappresentato il 22% di tutti i casi di rifiuto di uscita a Cracovia-Balice.
I consulenti per la gestione dei rischi di viaggio raccomandano alle aziende di inviare promemoria a dipendenti e familiari accompagnatori: i cittadini polacchi, indipendentemente da una seconda nazionalità, devono uscire e rientrare in Polonia con documenti polacchi validi, e i genitori devono verificare che i passaporti dei figli siano validi per tutta la durata del viaggio. Le compagnie aeree possono negare l’imbarco al check-in in assenza dei documenti richiesti, ma come dimostra questo weekend, i problemi più gravi e i costi imprevisti emergono spesso solo al controllo passaporti.