
Gli aeroporti e i valichi terrestri polacchi sono ora completamente integrati nel nuovo Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, un progetto che la Commissione Europea ha ufficialmente dichiarato operativo in tutta l’area Schengen il 27 luglio 2026. L’EES registra automaticamente data, ora e luogo di ingresso e uscita di ogni cittadino non appartenente all’UE che entra in Polonia (o in qualsiasi altro paese Schengen) per soggiorni brevi. Il sistema raccoglie quattro impronte digitali, un’immagine del volto e i dati del passaporto del viaggiatore, conservandoli per tre anni. Gli agenti di frontiera in punti come Varsavia-Chopin, Cracovia-Balice e Świecko non appongono più timbri sui passaporti; si affidano invece al registro EES in tempo reale per calcolare la durata autorizzata del soggiorno.
Sebbene l’infrastruttura sia attiva da aprile, l’avviso di questa settimana chiarisce una lista di esenzioni particolarmente rilevante per le aziende che trasferiscono personale in Polonia. I titolari di visti di lungo soggiorno “D” o permessi di soggiorno polacchi, così come i familiari stretti di cittadini UE/SEE in possesso di carta di soggiorno, non sono inclusi nell’EES. Allo stesso modo, diplomatici, equipaggi di volo e cittadini di microstati come Andorra e Monaco restano esclusi dal database.
I datori di lavoro dovrebbero comunque informare i dipendenti stranieri che i brevi viaggi di lavoro comporteranno ora la raccolta biometrica e che eventuali soggiorni oltre il limite autorizzato attiveranno automaticamente segnalazioni e sanzioni. Per le autorità di frontiera polacche, l’EES promette procedure più rapide e una sicurezza rafforzata. Nei primi 100 giorni di attività, il sistema ha segnalato oltre 12.000 casi di soggiorno irregolare a livello UE, inclusi diverse centinaia ai valichi terrestri polacchi con Ucraina e Bielorussia.
L’Ufficio del Commissario per la Protezione dei Dati Personali ha già avviato una verifica di conformità per garantire che i terminali EES installati ai checkpoint polacchi rispettino le rigorose norme nazionali sulla protezione dei dati biometrici. I team di gestione viaggi dovrebbero aggiornare i profili dei viaggiatori includendo il nuovo numero di registrazione EES, visibile nei sistemi IT Schengen a cui le compagnie aeree accedono durante il check-in online. Poiché l’algoritmo calcola il soggiorno autorizzato su base mobile di 90/180 giorni, il personale che effettua viaggi frequenti in Polonia potrebbe necessitare di controlli sul calendario per evitare soggiorni accidentali oltre il limite.
Guardando al futuro, dal 2027 il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione ai Viaggi (ETIAS) utilizzerà i dati EES. I datori di lavoro multinazionali che inviano cittadini di paesi non soggetti a visto (ad esempio cittadini statunitensi) in Polonia dovrebbero quindi prepararsi a un ulteriore passaggio di e-autorizzazione il prossimo anno. La Guardia di Frontiera polacca ha pubblicato una FAQ bilingue e raccomanda ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari alle postazioni manuali durante la stagione estiva di punta, mentre gli agenti si adattano al nuovo flusso operativo.
Sebbene l’infrastruttura sia attiva da aprile, l’avviso di questa settimana chiarisce una lista di esenzioni particolarmente rilevante per le aziende che trasferiscono personale in Polonia. I titolari di visti di lungo soggiorno “D” o permessi di soggiorno polacchi, così come i familiari stretti di cittadini UE/SEE in possesso di carta di soggiorno, non sono inclusi nell’EES. Allo stesso modo, diplomatici, equipaggi di volo e cittadini di microstati come Andorra e Monaco restano esclusi dal database.
I datori di lavoro dovrebbero comunque informare i dipendenti stranieri che i brevi viaggi di lavoro comporteranno ora la raccolta biometrica e che eventuali soggiorni oltre il limite autorizzato attiveranno automaticamente segnalazioni e sanzioni. Per le autorità di frontiera polacche, l’EES promette procedure più rapide e una sicurezza rafforzata. Nei primi 100 giorni di attività, il sistema ha segnalato oltre 12.000 casi di soggiorno irregolare a livello UE, inclusi diverse centinaia ai valichi terrestri polacchi con Ucraina e Bielorussia.
L’Ufficio del Commissario per la Protezione dei Dati Personali ha già avviato una verifica di conformità per garantire che i terminali EES installati ai checkpoint polacchi rispettino le rigorose norme nazionali sulla protezione dei dati biometrici. I team di gestione viaggi dovrebbero aggiornare i profili dei viaggiatori includendo il nuovo numero di registrazione EES, visibile nei sistemi IT Schengen a cui le compagnie aeree accedono durante il check-in online. Poiché l’algoritmo calcola il soggiorno autorizzato su base mobile di 90/180 giorni, il personale che effettua viaggi frequenti in Polonia potrebbe necessitare di controlli sul calendario per evitare soggiorni accidentali oltre il limite.
Guardando al futuro, dal 2027 il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione ai Viaggi (ETIAS) utilizzerà i dati EES. I datori di lavoro multinazionali che inviano cittadini di paesi non soggetti a visto (ad esempio cittadini statunitensi) in Polonia dovrebbero quindi prepararsi a un ulteriore passaggio di e-autorizzazione il prossimo anno. La Guardia di Frontiera polacca ha pubblicato una FAQ bilingue e raccomanda ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari alle postazioni manuali durante la stagione estiva di punta, mentre gli agenti si adattano al nuovo flusso operativo.