
La Commissione Europea ha ufficialmente annunciato che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) è ora operativo in tutti i punti di controllo alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Introdotto il 10 aprile 2026 e confermato con un aggiornamento dettagliato il 27 luglio, il database biometrico contiene già oltre 145 milioni di registrazioni di ingressi e uscite. L’obiettivo è sostituire il timbro manuale sul passaporto con la rilevazione di immagini facciali e impronte digitali per i viaggiatori non appartenenti all’UE con soggiorni brevi, colmando una lacuna di sicurezza a lungo criticata e permettendo agli Stati Schengen di applicare automaticamente la regola dei 90/180 giorni di permanenza.
Per le aziende svizzere, il punto chiave è che la lista delle esenzioni include esplicitamente “i cittadini dei Paesi UE e di Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera.” I cittadini svizzeri – così come i familiari non UE in possesso di carte di soggiorno svizzere – continueranno quindi a passare i controlli esterni Schengen senza dover fornire dati biometrici. Sono esentati anche i titolari di visti per soggiorni lunghi o permessi di soggiorno.
I viaggiatori d’affari che entrano nell’UE con passaporti di servizio svizzeri o visti nazionali D devono però prepararsi a code più lunghe durante la fase di transizione, poiché operatori e personale di frontiera gestiranno due flussi di passeggeri. I team di mobilità HR dovrebbero aggiornare i briefing pre-partenza per i dipendenti di paesi terzi basati in Svizzera. I lavoratori non UE (ad esempio cittadini statunitensi o indiani) con permessi B svizzeri restano esentati se in possesso della carta, ma i collaboratori con esenzione dal visto Schengen di 90 giorni saranno sottoposti a rilevazione di impronte e foto.
La novità implica che i soggiorni oltre il limite saranno segnalati direttamente a un sistema di allerta a livello UE, aumentando i rischi di non conformità per brevi trasferte di lavoro presso clienti in Germania, Francia o Italia. Gli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea, pur non essendo frontiere esterne Schengen, prevedono effetti indiretti: i passeggeri in transito che entrano in Schengen da hub come Francoforte o Parigi CDG potrebbero affrontare tempi di attesa maggiori. Ai responsabili dei viaggi si consiglia quindi di prevedere almeno 45 minuti di margine nelle coincidenze fino a stabilizzazione del traffico.
I chioschi digitali per la registrazione ridurranno progressivamente i tempi di attesa, ma la società di analisi Polarys prevede la piena operatività solo all’inizio del 2027. Guardando al futuro, l’EES sarà integrato con il programma di autorizzazione di viaggio ETIAS, ora previsto per fine 2026. Le aziende con sede in Svizzera dovrebbero assicurarsi che gli strumenti di gestione visitatori possano registrare sia le approvazioni ETIAS sia i dati di ingresso EES, per mantenere una tracciabilità chiara a fini di responsabilità e tutela.
Per le aziende svizzere, il punto chiave è che la lista delle esenzioni include esplicitamente “i cittadini dei Paesi UE e di Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera.” I cittadini svizzeri – così come i familiari non UE in possesso di carte di soggiorno svizzere – continueranno quindi a passare i controlli esterni Schengen senza dover fornire dati biometrici. Sono esentati anche i titolari di visti per soggiorni lunghi o permessi di soggiorno.
I viaggiatori d’affari che entrano nell’UE con passaporti di servizio svizzeri o visti nazionali D devono però prepararsi a code più lunghe durante la fase di transizione, poiché operatori e personale di frontiera gestiranno due flussi di passeggeri. I team di mobilità HR dovrebbero aggiornare i briefing pre-partenza per i dipendenti di paesi terzi basati in Svizzera. I lavoratori non UE (ad esempio cittadini statunitensi o indiani) con permessi B svizzeri restano esentati se in possesso della carta, ma i collaboratori con esenzione dal visto Schengen di 90 giorni saranno sottoposti a rilevazione di impronte e foto.
La novità implica che i soggiorni oltre il limite saranno segnalati direttamente a un sistema di allerta a livello UE, aumentando i rischi di non conformità per brevi trasferte di lavoro presso clienti in Germania, Francia o Italia. Gli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea, pur non essendo frontiere esterne Schengen, prevedono effetti indiretti: i passeggeri in transito che entrano in Schengen da hub come Francoforte o Parigi CDG potrebbero affrontare tempi di attesa maggiori. Ai responsabili dei viaggi si consiglia quindi di prevedere almeno 45 minuti di margine nelle coincidenze fino a stabilizzazione del traffico.
I chioschi digitali per la registrazione ridurranno progressivamente i tempi di attesa, ma la società di analisi Polarys prevede la piena operatività solo all’inizio del 2027. Guardando al futuro, l’EES sarà integrato con il programma di autorizzazione di viaggio ETIAS, ora previsto per fine 2026. Le aziende con sede in Svizzera dovrebbero assicurarsi che gli strumenti di gestione visitatori possano registrare sia le approvazioni ETIAS sia i dati di ingresso EES, per mantenere una tracciabilità chiara a fini di responsabilità e tutela.
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