
Un’esclusiva Reuters pubblicata il 28 luglio rivela come l’Ufficio per il reinsediamento dei rifugiati (ORR) abbia fornito all’Immigration and Customs Enforcement (ICE) oltre 460.000 “segnalazioni” riguardanti minori migranti non accompagnati, i loro sponsor e altri membri del nucleo familiare dal gennaio 2025. Secondo fogli di calcolo interni del governo esaminati dai giornalisti, queste informazioni hanno portato a più di 12.000 arresti, inclusi genitori e parenti stretti che si erano fatti avanti per reclamare i bambini dai centri federali. Questa pratica rappresenta un netto cambiamento rispetto alle barriere di protezione in vigore da decenni, pensate per favorire la ricongiunzione familiare senza timore di azioni di contrasto all’immigrazione.
Secondo una legge anti-tratta del 2008, l’ORR è obbligato per legge a collocare i minori nel “contesto meno restrittivo possibile”, e le amministrazioni precedenti vietavano la condivisione routinaria di informazioni con l’ICE. Al contrario, nel secondo mandato dell’amministrazione Trump è stato richiesto il rilevamento delle impronte digitali per ogni adulto nel nucleo dello sponsor, con l’invio di questi dati biometrici e anagrafici all’ICE Homeland Security Investigations.
Le conseguenze si estendono ben oltre l’ambito umanitario. I programmi aziendali di trasferimento del personale, che si basano su lavoratori i cui figli hanno attraversato il confine non accompagnati, ora affrontano rischi maggiori di detenzione e deportazione per interi nuclei familiari. I team delle risorse umane dovrebbero rivedere i pacchetti di mobilità che presupponevano una ricongiunzione senza penalità; i dipendenti potrebbero improvvisamente trovarsi con braccialetti elettronici o periodi di detenzione familiare, interrompendo le missioni e causando disagi abitativi, come dimostra il caso della collaboratrice domestica del Mississippi citata da Reuters, sfrattata mentre era in carcere.
Gli attivisti stanno sollecitando il Congresso a codificare tutele e limitare l’accesso del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ai file dell’ORR, mentre gli avvocati preparano ricorsi costituzionali per presunte violazioni della privacy e del diritto al giusto processo. Nel frattempo, i datori di lavoro globali dovrebbero segnalare eventuali dipendenti che hanno svolto il ruolo di sponsor ORR e predisporre piani di emergenza — come linee telefoniche per assistenza legale e anticipi di stipendio — per mitigare le conseguenze operative in caso di detenzione di familiari.
Gli analisti politici osservano che l’inchiesta potrebbe alimentare richieste al Congresso per un controllo più rigoroso sugli accordi di condivisione dati tra agenzie, un tema che ha ampie implicazioni anche per altri programmi migratori come DACA, TPS e il monitoraggio della conformità dei visti studenteschi.
Secondo una legge anti-tratta del 2008, l’ORR è obbligato per legge a collocare i minori nel “contesto meno restrittivo possibile”, e le amministrazioni precedenti vietavano la condivisione routinaria di informazioni con l’ICE. Al contrario, nel secondo mandato dell’amministrazione Trump è stato richiesto il rilevamento delle impronte digitali per ogni adulto nel nucleo dello sponsor, con l’invio di questi dati biometrici e anagrafici all’ICE Homeland Security Investigations.
Le conseguenze si estendono ben oltre l’ambito umanitario. I programmi aziendali di trasferimento del personale, che si basano su lavoratori i cui figli hanno attraversato il confine non accompagnati, ora affrontano rischi maggiori di detenzione e deportazione per interi nuclei familiari. I team delle risorse umane dovrebbero rivedere i pacchetti di mobilità che presupponevano una ricongiunzione senza penalità; i dipendenti potrebbero improvvisamente trovarsi con braccialetti elettronici o periodi di detenzione familiare, interrompendo le missioni e causando disagi abitativi, come dimostra il caso della collaboratrice domestica del Mississippi citata da Reuters, sfrattata mentre era in carcere.
Gli attivisti stanno sollecitando il Congresso a codificare tutele e limitare l’accesso del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ai file dell’ORR, mentre gli avvocati preparano ricorsi costituzionali per presunte violazioni della privacy e del diritto al giusto processo. Nel frattempo, i datori di lavoro globali dovrebbero segnalare eventuali dipendenti che hanno svolto il ruolo di sponsor ORR e predisporre piani di emergenza — come linee telefoniche per assistenza legale e anticipi di stipendio — per mitigare le conseguenze operative in caso di detenzione di familiari.
Gli analisti politici osservano che l’inchiesta potrebbe alimentare richieste al Congresso per un controllo più rigoroso sugli accordi di condivisione dati tra agenzie, un tema che ha ampie implicazioni anche per altri programmi migratori come DACA, TPS e il monitoraggio della conformità dei visti studenteschi.
Fonte: Reuters
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