
Il 14 settembre ha segnato l’ultimo giorno del programma unilaterale cinese di esenzione dal visto della durata di 12 mesi per i titolari di passaporti ordinari russi. Dal 15 settembre, i cittadini russi che viaggiano per affari, turismo, visite familiari o transito dovranno nuovamente ottenere il visto cinese in anticipo, a meno che Pechino non conceda una proroga. L’esenzione temporanea, avviata il 15 settembre 2025 per rilanciare il turismo post-pandemico e il commercio bilaterale, consentiva soggiorni fino a 30 giorni. Secondo le FAQ del ministero degli Esteri cinese e gli avvisi delle ambasciate, il programma pilota era sempre previsto terminare alle 24:00 del 14 settembre 2026. Gli operatori turistici russi hanno riferito ai media locali che le prenotazioni di pacchetti per la Settimana d’Oro sono aumentate del 40% nelle ultime due settimane, con i viaggiatori che si sono affrettati a sfruttare l’ultima finestra senza visto. Le camere di commercio di entrambi i paesi hanno espresso la speranza che il programma venga rinnovato, sottolineando che l’ingresso senza visto riduceva i tempi medi di mobilità di due settimane e abbassava i costi di conformità per i piccoli esportatori. In assenza di una proroga, le aziende dovranno tornare al processo standard per il visto, che include lettere di invito e, per alcune categorie, la rilevazione delle impronte digitali presso i consolati cinesi. I team HR con personale russo assegnato in Cina dopo metà ottobre dovrebbero prevedere tempi di elaborazione più lunghi e monitorare i canali ufficiali per eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto. Nel frattempo, le compagnie aeree prevedono un calo temporaneo del fattore di carico sulle tratte Mosca–Pechino e San Pietroburgo–Shanghai, prima che la domanda si normalizzi con il regime dei visti.
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