
Un thread di 22 ore fa sul forum r/Chinavisa è diventato virale tra i professionisti stranieri dopo che un ingegnere offshore britannico ha chiesto se fosse possibile vivere indefinitamente nella Cina continentale facendo avanti e indietro a Hong Kong ogni mese, sfruttando la nuova esenzione dal visto unilaterale di 30 giorni che la Cina ha esteso a 50 paesi all’inizio di quest’anno. Il post ha rapidamente raccolto testimonianze dirette, tra cui quella di un titolare di passaporto sudcoreano, che affermano di aver effettuato più di 20 ingressi senza visto senza problemi. La discussione mette in luce una zona grigia nella politica di esenzione dal visto ampliata da Pechino. Sebbene l’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione (NIA) abbia confermato a giugno che “non esiste un limite formale al numero di ingressi senza visto”, le autorità si riservano il diritto di negare l’ingresso se ritengono che i viaggiatori stiano abusando dell’esenzione per risiedere o lavorare illegalmente. Avvocati specializzati in immigrazione a Shanghai riferiscono di aver già visto alcuni casi quest’estate in cui ingressi ripetuti hanno portato a controlli secondari, con l’invito a richiedere un permesso di soggiorno o un visto di lavoro presso l’Ufficio di Pubblica Sicurezza locale. Per i datori di lavoro, il dibattito sul forum rappresenta un avvertimento importante. L’esenzione di 30 giorni — che ora copre i titolari di passaporto di Regno Unito, Australia, Canada e gran parte dell’Europa — è stata pensata per turismo, brevi incontri di lavoro e visite familiari. Usarla come strategia di “visa run” consecutivi può violare l’Articolo 16 della Legge sull’Amministrazione di Entrata e Uscita, che vieta “attività non conformi allo scopo dichiarato dell’ingresso”. Le sanzioni possono variare da multe a un divieto di rientro fino a cinque anni. I responsabili della mobilità dovrebbero quindi monitorare i modelli di viaggio dei dipendenti che entrano frequentemente in Cina senza permesso di soggiorno. Se i giorni cumulativi si avvicinano a 183 in un anno solare — o se la persona svolge attività retribuita in Cina — è normalmente necessario un visto di lavoro Z e un permesso di soggiorno. Le aziende possono inoltre sfruttare il permesso di lavoro per stranieri (Classe B) a procedura accelerata per il personale in rotazione; le domande a Shanghai e Shenzhen sono ora completamente digitali e possono essere approvate entro cinque giorni lavorativi. In sintesi: sebbene finora gli agenti di frontiera abbiano mostrato una certa flessibilità, la NIA è sotto pressione per inasprire i controlli in vista delle nuove Regolamentazioni di Entrata e Uscita che entreranno in vigore a settembre. Affidarsi a ingressi senza visto perpetui è sempre più rischioso e potrebbe compromettere sia i futuri viaggi del dipendente sia la conformità aziendale.
Fonte: Reddit – r/Chinavisa
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