
In un incontro a Canberra il 16 settembre, i Ministri del Commonwealth, degli stati e dei territori responsabili di dati e digitale hanno approvato l’aggiornamento della Strategia Nazionale per l’Identità Digitale e le Credenziali Verificabili. Il piano impegna i governi a riconoscere reciprocamente i portafogli di identità digitale entro il 2028 e conferma che la Dichiarazione di Viaggio Australiana (ATD) sostituirà completamente la scheda cartacea per i passeggeri in arrivo entro la metà del 2027. La Ministra delle Finanze Katy Gallagher ha dichiarato che il quadro normativo “permetterà agli australiani e ai visitatori di dimostrare la propria identità una sola volta e riutilizzare queste credenziali ovunque, dalle filiali bancarie ai varchi automatizzati per i passaporti”.
La strategia prevede progetti pilota in collaborazione con Qantas e Virgin Australia, in cui le identità digitali dei frequent flyer saranno sincronizzate con le credenziali rilasciate dal governo, consentendo percorsi biometrici dal deposito bagagli all’imbarco negli aeroporti di Brisbane e Perth a partire dai primi mesi del 2027. Per i team di mobilità aziendale, questa evoluzione promette transiti più rapidi e costi ridotti nella gestione dei documenti. Deloitte stima che i lavoratori internazionali assegnati attualmente impieghino in media 1,2 ore per ogni viaggio a compilare schede di arrivo e dichiarazioni manuali; la completa digitalizzazione potrebbe ridurre questo tempo a 15 minuti.
Il governo aprirà a novembre un ambiente di accreditamento sperimentale (sandbox) per permettere alle piattaforme HR multinazionali di testare le connessioni API per i controlli automatici dei visti. Gli esperti di privacy hanno accolto con favore gli impegni espliciti per l’archiviazione decentralizzata e i principi di “nessun identificatore unico”. Tuttavia, il Consiglio Legale ha avvertito che l’armonizzazione delle leggi sulla privacy tra stati e governo federale è ancora un tema aperto e potrebbe rallentare la diffusione su larga scala.
I ministri hanno inoltre concordato di esplorare il riconoscimento reciproco delle identità digitali affidabili con Nuova Zelanda e Singapore, gettando le basi per una possibile “corsia preferenziale” trans-Tasman per i viaggiatori d’affari entro il prossimo decennio.
La strategia prevede progetti pilota in collaborazione con Qantas e Virgin Australia, in cui le identità digitali dei frequent flyer saranno sincronizzate con le credenziali rilasciate dal governo, consentendo percorsi biometrici dal deposito bagagli all’imbarco negli aeroporti di Brisbane e Perth a partire dai primi mesi del 2027. Per i team di mobilità aziendale, questa evoluzione promette transiti più rapidi e costi ridotti nella gestione dei documenti. Deloitte stima che i lavoratori internazionali assegnati attualmente impieghino in media 1,2 ore per ogni viaggio a compilare schede di arrivo e dichiarazioni manuali; la completa digitalizzazione potrebbe ridurre questo tempo a 15 minuti.
Il governo aprirà a novembre un ambiente di accreditamento sperimentale (sandbox) per permettere alle piattaforme HR multinazionali di testare le connessioni API per i controlli automatici dei visti. Gli esperti di privacy hanno accolto con favore gli impegni espliciti per l’archiviazione decentralizzata e i principi di “nessun identificatore unico”. Tuttavia, il Consiglio Legale ha avvertito che l’armonizzazione delle leggi sulla privacy tra stati e governo federale è ancora un tema aperto e potrebbe rallentare la diffusione su larga scala.
I ministri hanno inoltre concordato di esplorare il riconoscimento reciproco delle identità digitali affidabili con Nuova Zelanda e Singapore, gettando le basi per una possibile “corsia preferenziale” trans-Tasman per i viaggiatori d’affari entro il prossimo decennio.
Fonte: Department of Finance
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