
La Thailandia ha ufficialmente attivato una tanto attesa politica che consente ai cittadini indiani con passaporti ordinari di entrare nel regno senza visto per soggiorni fino a 30 giorni. L’Ambasciata Reale Thailandese a Nuova Delhi ha confermato la misura in un comunicato datato 15 settembre 2026, annunciando l’entrata in vigore dei nuovi schemi di esenzione dal visto e visto all’arrivo.
Questa modifica permette ai viaggiatori indiani di evitare completamente la fila per l’e-Visa o il visto all’arrivo quando visitano la Thailandia per turismo, a patto che dispongano di un biglietto di ritorno confermato e di prove di fondi sufficienti per il soggiorno. Il nuovo privilegio fa parte della strategia più ampia di Bangkok per rilanciare il turismo in entrata e diversificare i mercati dei visitatori, dopo che il numero di turisti provenienti dalla Cina si è stabilizzato.
L’India è già il quarto mercato di origine per la Thailandia; nel 2025 ha fornito 1,9 milioni di visitatori che hanno speso circa 2,3 miliardi di dollari USA. I funzionari dell’Autorità del Turismo della Thailandia prevedono che l’esenzione potrebbe far superare agli arrivi indiani il record pre-pandemico di 2 milioni entro la fine del 2027, generando un’ulteriore entrata di 600 milioni di dollari USA nelle economie locali solo in questa alta stagione.
Per le imprese indiane, l’esenzione elimina un piccolo ma persistente ostacolo che spesso scoraggiava viaggi incentive, matrimoni di destinazione e visite clienti a breve termine. I responsabili dei viaggi sottolineano che ora i dipendenti possono combinare riunioni a Bangkok con weekend a Phuket o Krabi senza l’onere amministrativo della documentazione per il visto.
Le compagnie aeree hanno risposto rapidamente: IndiGo ha aumentato le frequenze sulle rotte Delhi-Bangkok e Bengaluru-Phuket, mentre Air India sta valutando l’impiego di aerei wide-body sui voli Mumbai-Bangkok durante il picco di domanda per Diwali.
Tuttavia, esistono limiti che i viaggiatori d’affari devono rispettare. L’esenzione di 30 giorni non può essere convertita in permesso di lavoro né estesa oltre un solo rinnovo di 15 giorni presso un ufficio immigrazione. Chi svolge attività retribuite necessita ancora del visto business o lavoro appropriato, e i soggiorni oltre il limite comportano una multa di 500 THB al giorno (fino a un massimo di 20.000 THB) e possibile inserimento in lista nera.
Inoltre, i richiedenti devono presentare prova di prenotazioni alberghiere e fondi equivalenti ad almeno 10.000 THB a persona. Le aziende che inviano dipendenti in Thailandia per progetti brevi dovrebbero quindi verificare se l’incarico può essere completato entro 30 giorni e se il lavoro pratico rientra nella definizione di “turismo”. I consulenti per l’immigrazione raccomandano di preparare lettere di invito e contratti di lavoro in caso di richieste da parte degli ufficiali sull’obiettivo del soggiorno.
Nel complesso, tuttavia, gli esperti di mobilità considerano l’esenzione un vantaggio competitivo significativo per le destinazioni thailandesi che puntano al traffico MICE e leisure indiano nella prossima intensa stagione di festival.
Questa modifica permette ai viaggiatori indiani di evitare completamente la fila per l’e-Visa o il visto all’arrivo quando visitano la Thailandia per turismo, a patto che dispongano di un biglietto di ritorno confermato e di prove di fondi sufficienti per il soggiorno. Il nuovo privilegio fa parte della strategia più ampia di Bangkok per rilanciare il turismo in entrata e diversificare i mercati dei visitatori, dopo che il numero di turisti provenienti dalla Cina si è stabilizzato.
L’India è già il quarto mercato di origine per la Thailandia; nel 2025 ha fornito 1,9 milioni di visitatori che hanno speso circa 2,3 miliardi di dollari USA. I funzionari dell’Autorità del Turismo della Thailandia prevedono che l’esenzione potrebbe far superare agli arrivi indiani il record pre-pandemico di 2 milioni entro la fine del 2027, generando un’ulteriore entrata di 600 milioni di dollari USA nelle economie locali solo in questa alta stagione.
Per le imprese indiane, l’esenzione elimina un piccolo ma persistente ostacolo che spesso scoraggiava viaggi incentive, matrimoni di destinazione e visite clienti a breve termine. I responsabili dei viaggi sottolineano che ora i dipendenti possono combinare riunioni a Bangkok con weekend a Phuket o Krabi senza l’onere amministrativo della documentazione per il visto.
Le compagnie aeree hanno risposto rapidamente: IndiGo ha aumentato le frequenze sulle rotte Delhi-Bangkok e Bengaluru-Phuket, mentre Air India sta valutando l’impiego di aerei wide-body sui voli Mumbai-Bangkok durante il picco di domanda per Diwali.
Tuttavia, esistono limiti che i viaggiatori d’affari devono rispettare. L’esenzione di 30 giorni non può essere convertita in permesso di lavoro né estesa oltre un solo rinnovo di 15 giorni presso un ufficio immigrazione. Chi svolge attività retribuite necessita ancora del visto business o lavoro appropriato, e i soggiorni oltre il limite comportano una multa di 500 THB al giorno (fino a un massimo di 20.000 THB) e possibile inserimento in lista nera.
Inoltre, i richiedenti devono presentare prova di prenotazioni alberghiere e fondi equivalenti ad almeno 10.000 THB a persona. Le aziende che inviano dipendenti in Thailandia per progetti brevi dovrebbero quindi verificare se l’incarico può essere completato entro 30 giorni e se il lavoro pratico rientra nella definizione di “turismo”. I consulenti per l’immigrazione raccomandano di preparare lettere di invito e contratti di lavoro in caso di richieste da parte degli ufficiali sull’obiettivo del soggiorno.
Nel complesso, tuttavia, gli esperti di mobilità considerano l’esenzione un vantaggio competitivo significativo per le destinazioni thailandesi che puntano al traffico MICE e leisure indiano nella prossima intensa stagione di festival.
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