
La senatrice di centrodestra Lauriane Josende ha riacceso il dibattito sulla mobilità post-Brexit, chiedendo al governo francese di allentare le regole sui visti per soggiorni prolungati destinati ai cittadini britannici proprietari di case vacanza in Francia. In un’intervista pubblicata il 21 settembre 2026, la parlamentare ha sostenuto che i proprietari necessitano di maggiore flessibilità per visitare le loro proprietà oltre il limite standard di 90 giorni ogni 180 giorni previsto dall’area Schengen, al fine di svolgere i lavori obbligatori di pulizia della vegetazione e prevenzione incendi introdotti dopo gli incendi record di quest’estate.
Secondo la normativa attuale, i cittadini non appartenenti all’UE devono richiedere un visto “visiteur” di sei mesi o suddividere i soggiorni in più viaggi se intendono restare più di 90 giorni in un periodo di 180 giorni. La procedura prevede appuntamenti biometrici, prove di reddito e una tassa di 99 euro, ostacoli che molti proprietari pensionati considerano gravosi. Josende propone un visto multi-ingresso semplificato, valido cinque anni, rilasciato su prova di proprietà immobiliare e pagamento delle tasse locali.
La senatrice sostiene che questa modifica incentivarebbe i proprietari a rispettare gli obblighi di débroussaillage (pulizia della vegetazione) volti a proteggere i villaggi situati in dipartimenti a rischio incendi come Var, Bouches-du-Rhône e Pyrénées-Orientales. L’idea è supportata da diversi sindaci regionali, preoccupati che i proprietari assenti possano trascurare la manutenzione, aumentando il rischio di incendi per i residenti permanenti. Anche gli enti turistici sottolineano che soggiorni più lunghi e dedicati alla manutenzione generano attività economica fuori stagione senza aggravare l’affollamento estivo.
Il Ministero dell’Interno non ha ancora risposto, ma i funzionari precisano che qualsiasi nuova misura dovrà rispettare il codice dei visti UE e le concessioni reciproche con il Regno Unito. I consulenti per la mobilità delle multinazionali osservano che il dibattito evidenzia come le normative ambientali stiano influenzando le politiche migratorie e consigliano ai cittadini britannici con proprietà in Francia di seguire l’evoluzione della proposta e di tenere registri dettagliati dei viaggi per evitare soggiorni irregolari.
Secondo la normativa attuale, i cittadini non appartenenti all’UE devono richiedere un visto “visiteur” di sei mesi o suddividere i soggiorni in più viaggi se intendono restare più di 90 giorni in un periodo di 180 giorni. La procedura prevede appuntamenti biometrici, prove di reddito e una tassa di 99 euro, ostacoli che molti proprietari pensionati considerano gravosi. Josende propone un visto multi-ingresso semplificato, valido cinque anni, rilasciato su prova di proprietà immobiliare e pagamento delle tasse locali.
La senatrice sostiene che questa modifica incentivarebbe i proprietari a rispettare gli obblighi di débroussaillage (pulizia della vegetazione) volti a proteggere i villaggi situati in dipartimenti a rischio incendi come Var, Bouches-du-Rhône e Pyrénées-Orientales. L’idea è supportata da diversi sindaci regionali, preoccupati che i proprietari assenti possano trascurare la manutenzione, aumentando il rischio di incendi per i residenti permanenti. Anche gli enti turistici sottolineano che soggiorni più lunghi e dedicati alla manutenzione generano attività economica fuori stagione senza aggravare l’affollamento estivo.
Il Ministero dell’Interno non ha ancora risposto, ma i funzionari precisano che qualsiasi nuova misura dovrà rispettare il codice dei visti UE e le concessioni reciproche con il Regno Unito. I consulenti per la mobilità delle multinazionali osservano che il dibattito evidenzia come le normative ambientali stiano influenzando le politiche migratorie e consigliano ai cittadini britannici con proprietà in Francia di seguire l’evoluzione della proposta e di tenere registri dettagliati dei viaggi per evitare soggiorni irregolari.
Fonte: The Connexion
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