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La Thailandia dimezza il soggiorno senza visto a 30 giorni per gli indiani, costringendo a rivedere gli itinerari

set 22, 2026
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La Thailandia dimezza il soggiorno senza visto a 30 giorni per gli indiani, costringendo a rivedere gli itinerari
A partire dal 15 settembre 2026, i titolari di passaporto indiano potranno soggiornare in Thailandia senza visto per un massimo di 30 giorni, ridotti rispetto ai precedenti 60. Il Ministero degli Affari Esteri di Bangkok spiega che questa modifica riallinea la lista delle esenzioni dal visto — ora estesa a 60 giurisdizioni — agli standard regionali e rafforza il controllo sui turisti che si trattengono a lungo. L’Ambasciata Reale di Thailandia a Nuova Delhi ha chiarito le disposizioni transitorie: i viaggiatori entrati prima del 15 settembre potranno restare per il periodo indicato al momento dell’arrivo, mentre chi arriva dopo dovrà rispettare il nuovo limite di 30 giorni. Gli ingressi multipli via terra saranno limitati a due all’anno solare. Per i visitatori d’affari, la Notifica di Lavoro Urgente (UWP) thailandese resta invariata, consentendo fino a 15 giorni di lavoro urgente e necessario senza permesso di lavoro. Incontri di routine, conferenze o audit che non costituiscono lavoro secondo la legge thailandese rientrano ancora nell’esenzione dal visto; attività più sostanziali richiedono un visto Non-Immigrant B e l’autorizzazione al lavoro. Gli operatori turistici indiani hanno già iniziato a rivedere la durata dei pacchetti, mentre i team di mobilità globale consigliano ai dipendenti di richiedere i visti adeguati per soggiorni superiori a 30 giorni. Le compagnie aeree prevedono un impatto minimo sulle prenotazioni future, dato che la maggior parte dei viaggi di piacere dura meno di due settimane, ma i piani di “work-cation” prolungati e i nomadi digitali dovranno adeguare la documentazione. Questo improvviso restringimento sottolinea l’importanza di verificare sempre le modifiche normative, anche per destinazioni popolari a breve raggio. Le aziende con hub regionali a Bangkok dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio e informare i dipendenti sui limiti più severi agli ingressi via terra per evitare rifiuti all’imbarco o sanzioni per soggiorni oltre il consentito.
Fonte: Business Standard

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