
La Casa Bianca ha rinnovato la proclamazione presidenziale che vieta l’ingresso negli Stati Uniti a determinati beneficiari del visto H-1B, a meno che il loro datore di lavoro non paghi una tassa una tantum di 100.000 dollari. Introdotta per la prima volta nel settembre 2025, la misura — attualmente oggetto di contestazioni legali — resterà in vigore fino al 21 settembre 2027. La politica è rivolta ai professionisti stranieri che si trovano fuori dagli Stati Uniti e necessitano dell’ingresso con status H-1B. Le rinnovazioni per i lavoratori già presenti nel paese sono generalmente esentate, ma i cittadini indiani che ottengono nuove approvazioni o attendono il visto presso i consolati sono direttamente coinvolti. Secondo i dati dell’amministrazione, la tassa ha ridotto le iscrizioni da parte delle principali società di staffing IT di oltre il 90%. L’estensione arriva nonostante una sentenza del tribunale distrettuale del Massachusetts del giugno 2026 che ha annullato l’obbligo di pagamento. Il governo ha fatto appello e il Primo Circuito ha rifiutato la sospensione, lasciando incerta l’applicabilità della norma. Parallelamente, la Camera di Commercio USA sta contestando la tassa presso il Circuito di Washington DC. I colossi indiani dei servizi IT e le multinazionali tecnologiche americane dovranno pianificare scenari peggiori per la gestione del personale, considerando costi iniziali più elevati, ritardi nelle assegnazioni e possibili rifiuti delle richieste di esenzione. Le start-up più piccole che assumono direttamente dall’India potrebbero trovare proibitivo il costo a sei cifre. Gli esperti di immigrazione consigliano di prevedere la tassa nel budget e di monitorare gli sviluppi giudiziari. Per i team di mobilità, la lista delle priorità è chiara: verificare i dipendenti fuori dagli USA che devono “attivare” una petizione approvata, valutare l’upgrade al processo premium per fissare le date di viaggio prima di ulteriori cambiamenti normativi, e informare i responsabili delle assunzioni su percorsi alternativi come i trasferimenti intracompany L-1 o i poli near-shore in Messico e Canada.
Fonte: Business Standard
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