
La Divisione Carpazi della Guardia di Frontiera polacca ha comunicato il 21 settembre che un’operazione durata una settimana nelle regioni di Małopolskie e Świętokrzyskie ha portato alla scoperta di numerosi casi di soggiorno irregolare. Sei persone, provenienti da Vietnam, Indonesia, Colombia e Kenya, hanno ricevuto ordini di rimpatrio e divieti di reingresso nell’area Schengen fino a 12 mesi. Gli agenti hanno effettuato controlli documentali nei luoghi di lavoro di Strawczyn, Jordanów, Cracovia e Starachowice, concentrandosi su settori con alta presenza di lavoratori extra-UE, come l’ospitalità e la produzione leggera. Diversi trasgressori avevano superato la validità delle carte di soggiorno temporaneo in attesa del rilascio di nuovi permessi, evidenziando lacune nel controllo da parte dei datori di lavoro. Secondo la Legge sugli Stranieri polacca del 2026, l’emissione di un ordine di rimpatrio comporta ora la cancellazione automatica dal sistema PESEL, con la conseguente immediata perdita dell’accesso all’assistenza sanitaria pubblica e ai benefici sociali. Le aziende che hanno facilitato il soggiorno illegale rischiano multe fino a 30.000 PLN per lavoratore. Questa operazione conferma l’intensificazione dei controlli interni dopo segnalazioni di migranti che “saltavano” da un visto all’altro attraversando le frontiere interne Schengen per azzerare i tempi di soggiorno consentiti. I team di mobilità aziendale sono invitati a verificare la validità dei permessi di soggiorno dei dipendenti e a monitorare i ritardi nelle pratiche presso gli uffici voivodali, che attualmente si attestano in media a 110 giorni. Ai cittadini stranieri in attesa di rinnovo si consiglia di portare con sé la prova di presentazione della domanda e una traduzione certificata durante i viaggi nazionali o i transiti in altri Stati UE, poiché i controlli sul posto stanno diventando sempre più frequenti.
Fonte: Karpacki Border Guard