
Dopo lunghe trattative concluse a tarda notte il 22 settembre, i ministri degli Esteri dell’UE hanno rinnovato per tre anni la lista delle sanzioni contro la Russia, ma, su insistenza della Francia, hanno rimosso Alisher Usmanov e, su richiesta del Lussemburgo, Mikhail Fridman. Questa decisione permette a entrambi gli imprenditori di rientrare nell’area Schengen, inclusa la Francia, e di sbloccare i loro beni congelati. Secondo quanto riferito a Le Monde da fonti diplomatiche, Parigi ha motivato la scelta con “interessi di sicurezza nazionale” non specificati, presumibilmente legati a negoziati per la liberazione di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian. La mossa ha suscitato l’indignazione dell’Ucraina e di diversi paesi del Nord Europa, che temono che questo precedente possa indebolire la credibilità del divieto di viaggio. In pratica, la rimozione dalla lista dimostra che i divieti di ingresso nell’area Schengen possono essere revocati e che le compagnie aeree potranno nuovamente imbarcare i due oligarchi senza rischi di sanzioni. Gli agenti di immigrazione in Francia e negli altri Stati membri hanno già ricevuto aggiornamenti nel sistema SIS II che annullano le istruzioni di rifiuto d’ingresso. Per le multinazionali, questo cambiamento potrebbe riattivare joint venture o riunioni di consiglio precedentemente impossibili da tenere in Europa, anche se le banche dovranno continuare a effettuare controlli approfonditi secondo le normative antiriciclaggio. Gli esperti legali avvertono che le cause in corso da parte di altri soggetti sanzionati potrebbero accelerare, modificando potenzialmente il panorama della mobilità per i russi ad alto reddito nei settori del lusso immobiliare e della nautica in Francia.
Fonte: Le Monde